Zona euro, contrazione diminuisce a giugno con riapertura economie – Pmi

Zona euro, contrazione diminuisce a giugno con riapertura economie – Pmi

LONDRA (Reuters) – Il crollo storico dell’economia della zona euro registrato ad aprile si è attenuato nuovamente questo mese sulla scia delle riaperture di diverse attività economiche, costrette alla chiusura a causa dell’emergenza coronavirus, secondo i dati di Ihs Markit.

In tutto il mondo sono circa 9 milioni le persone che hanno contratto il coronavirus e circa 500.000 le vittime. Nonostante si registrino ancora nuovi casi, i governi europei hanno allentato le più rigide restrizioni per la popolazione e le attività.

L’indice Pmi di Ihs Markit, considerato un buon indicatore dello stato di salute dell’economia, ha recuperato rispetto ai 31,9 di maggio per arrivare a 47,5, più vicino alla soglia dei 50 punti che divide la crescita dalla contrazione. Ad aprile era stato registrato un minimo storico di 13,6.

Un sondaggio Reuters aveva previsto una crescita più modesta a 42,4 punti.

“L’indice Pmi della zona euro indica un’ulteriore diminuzione sostanziale della flessione del blocco a giugno. La produzione e la domanda sono ancora in calo ma non più in crollo verticale”, commenta Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

“Se resta ancora probabile che il Pil nel secondo trimestre crolli di un valore record, l’aumento del Pmi sostiene le aspettative che l’allentamento delle misure di confinamento aiuterà a fermare il calo mentre ci avviamo all’estate”.

Secondo un sondaggio Reuters di inizio mese l’economia del blocco subirà una contrazione pari al 12,5% in questo trimestre.

Tuttavia, torna vivo l’ottimismo per il prossimo anno; l’indice sulla produzione futura, che era rimasto sotto alla soglia dei 50 per tre mesi, è risalito a 55,7 dai 46,8 dello scorso mese.

L’attività nel settore dei servizi, la principale del blocco, ha registrato un calo per il quarto mese consecutivo, sebbene in misura molto minore. Il Pmi ha rimbalzato a 47,3 dai 30,5 del mese di maggio, facendo meglio della previsione mediana di un sondaggio Reuters che lo dava a 41,0 punti.

Suggerendo che la domanda repressa accumulata nel periodo in cui le persone sono state costrette a restare a casa sia ora in circolo, il nuovo indice delle imprese è salito a 45,6 da 29,9.

L’attività industriale del blocco, che era già in contrazione prima che il coronavirus peggiorasse la situazione, è sceso nuovamente questo mese, sebbene in misura molto minore. Il Pmi manifatturiero è balzato a 46,9 da 39,4, superando le attese mediane di 44,5.

L’indice che misura l’output, che rientra nel Pmi composito, è salito a 48,2 da 35,6.

Si riduce nuovamente il numero degli occupati. Il sottoindice dell’impiego resta al di sotto della soglia dei 50 a 41,3 punti, seppur in rialzo rispetto ai 37,6 di maggio.