WhatsApp Pay arriva davvero: entro sei mesi si pagherà via chat

WhatsApp Pay arriva davvero: entro sei mesi si pagherà via chat

Il sistema di pagamento via smartphone potrebbe arrivare anche in Italia. Lo conferma Mark Zuckerberg. Il funzionamento è simile a quello di Apple Pay e Google Pay. Resta, però, da garantire la sicurezza delle transazioni
Adesso ci siamo: WhatsApp Pay sarà “implementato in diversi Paesi nei prossimi sei mesi”. A dare l’annuncio è Mark Zuckerberg, durante la presentazione dei risultati finanziari di Facebook, marchio a cui fa capo la popolare app di messaggistica. Entro poche settimane, quindi, tra una nota vocale e un selfie, si potrà anche pagare direttamente dalla chat dello smartphone.

UNA PLATEA DA 2,9 MILIARDI DI UTENTI
Nel mondo circa 2,9 miliardi di persone usano ogni mese Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger. “Il numero di persone che usano almeno uno di questi servizi al giorno raggiunge i 2,3 miliardi di utenti”, ha spiegato Mark Zuckerberg. E a completare il quadro di utilizzatori, “ci sono oltre 140 milioni di piccole imprese che usano i nostri servizi per crescere”, ha precisato il fondatore dei Menlo Park.

COME FUNZIONA
I primi test di WhatsApp Pay sono iniziati nel 2018 in India, dove stanno proseguendo anche oggi. Il sistema funzionerà con un wallet, una sorta di portafoglio virtuale dove si possono registrare e salvare carte di pagamento. Per capirci, il funzionamento è molto simile a quello di Apple Pay e Google Pay, ma è ancora più immediato perché entrambi gli utenti condividono i dati sulla stessa piattaforma. Si basa su tecnologia UPI (Unified Payment Interface) peer to peer, piattaforma che lavora in tempo reale, al fine di rendere più immediate le transazioni interbancarie. Si potrà scambiare denaro con un altro utente WhatsApp, ma pagare anche nei siti di e-commerce che prevedono la modalità. L’esempio che fa scuola è WeChat, che in Cina registra numeri importanti e viene già utilizzata per i pagamenti.
QUALI SONO I RISCHI DI WHATSAPP PAY
L’introduzione di WhatsApp Pay potrebbe anche comportare dei rischi. Il pagamento peer to peer, cioè tra utenti, potrebbe diventare difficilmente controllabile da parte delle autorità. Il protocollo di pagamento, sviluppato in collaborazione con la National Payments Corporation of India, prevede la possibilità che la Banca centrale indiana possa verificare ogni singola operazione. In pratica, però, considerato l’alto numero di transazioni, la possibilità rischia di restare tale, senza che si possa effettuare un reale controllo. Questo aspetto diventa cruciale per garantire la sicurezza dei pagamenti e per evitare un uso fraudolento dello strumento. Facebook, quindi, prima di sbarcare in Europa, dovrà dimostrare di essere in grado di controllare l’intero flusso di pagamento su WhatsApp Pay.