Utili e ripresa, arrivano timidi segnali di ottimismo da alcuni settori

Utili e ripresa, arrivano timidi segnali di ottimismo da alcuni settori

L’Analyst Pulse Survey condotta da Fidelity International su 146 analisti evidenzia una maggiore attenzione delle aziende verso il benessere dei dipendenti e, in alcuni settori, una timida fiducia nella ripresa economica
Ancora incertezza sull’andamento degli utili, volontà di prestare maggiore attenzione alle condizioni dei dipendenti, timidi segnali di ottimismo per i prossimi mesi. Sono gli elementi più rilevanti che emergono dall’ultima edizione dell’Analyst Pulse Survey, condotta da Fidelity International su 146 analisti sparsi in tutto il mondo.

PIÙ ATTENZIONE SUI LAVORATORI
L’analisi consente di sentire il polso delle aziende a livello globale, operazione di grande importanza poiché condotta all’inizio di maggio, in concomitanza con la riapertura delle economie di molti Paesi. Il primo dato emerso riguarda l’incremento dell’attenzione verso lavoratori, consumatori e comunità in senso ampio: un elemento rilevato da più della metà degli analisti ascoltati da Fidelity. In particolare, per quanto riguarda i dipendenti, le aziende saranno impegnate in un miglioramento della sicurezza (diretta conseguenza della pandemia) e del livello di soddisfazione generale, in alcuni casi anche con un aumento dei salari.

CAPITALISMO DEGLI STAKEHOLDER
Secondo Fiona O’Neill, deputy head of equity research di Fidelity International, la ricerca dimostra che “la pandemia accelererà uno spostamento verso il capitalismo degli stakeholder”, ovvero una forma di capitalismo in cui le aziende non inseguono solamente il profitto. Esempi di questa tendenza, spiega O’Neill, arrivano dai produttori di beni di consumo coinvolti in iniziative di igiene pubblica o dalle industrie farmaceutiche disposte a distribuire vaccini a basso costo.

LIEVE OTTIMISMO NEL SETTORE BENI DI CONSUMO
Ma ovviamente l’attenzione delle aziende è concentrata sugli utili. Secondo gli analisti intervistati nella Survey, la dispersione tra settori e all’interno dello stesso settore sta aumentando, anche se le attese di taglio degli utili sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto al mese scorso. Tuttavia, gli analisti dei settori dei beni di consumo e industriale sono più ottimisti dello scorso mese, mentre gli analisti del settore finanziario lo sono meno. La percentuale di analisti che si aspetta che la pandemia avrà un impatto negativo sugli utili è scesa all’85% dal picco del 91% dello scorso mese e questo indica che il sentiment negativo si sta quantomeno stabilizzando e che probabilmente ha già toccato il suo massimo.
PRESTO PER PARLARE DI SVOLTA
L’ottimismo crescente tra gli analisti del settore dei beni di consumo è particolarmente interessante in quanto quest’ultimo è stato colpito pesantemente dai lockdown messi in atto per contenere la diffusione del virus. “Mentre lo scenario economico rimane estremamente sfidante – commenta Fiona O’Neill – un maggior numero di analisti ha riportato che gli indicatori più significativi dei vari settori sono positivi se paragonati allo scorso mese, segno che nonostante le condizioni potrebbero essere molto aspre, si sta lentamente ricostruendo un po’ di ottimismo. Potrebbe essere troppo presto per definirla una svolta, ma gli analisti riportano che le aziende stanno iniziando a impostare la loro strategia per la ripresa. La Cina è in testa, ma anche gli altri Paesi stanno cominciando a mostrare segni di vita”.