Unicredit, trimestrale positiva. Titolo schizza a Piazza Affari

Unicredit, trimestrale positiva. Titolo schizza a Piazza Affari

Perdite sotto le attese e utile netto 2019 a 3,4 miliardi di euro: Unicredit supera le previsioni degli analisti nel quarto trimestre e il titolo apre intorno a +5%
Il quarto trimestre di Unicredit ha superato le previsioni degli analisti che stimavano un ‘rosso’ intorno a 1,1 miliardi mentre il gruppo di Gae Aulenti si è fermato a -835 milioni, riconducibili alle consistenti spese per poste non operative (-2,3 miliardi). Nell’intero 2019 l’utile netto si è attestato a 3,4 miliardi (-17,9% rispetto al 2018) mentre quello di gruppo è salito del 55,5% a 4,7% miliardi. Per il 2020 è previsto un dividendo di 0,63 centesimi per azione. Il titolo ha reagito positivamente con un guadagno intorno al 5%.

SOLIDITÀ PATRIMONIALE
Il CET 1 ratio di gruppo – che misura la solidità patrimoniale – è salito al 13,09% rispetto al 12,6% di fine settembre, mentre è prevista la distribuzione di un dividendo di esercizio in contanti per complessivi 1,4 miliardi (0,63 euro per azione) e un piano di buy-back (riacquisto di azioni proprie) da ulteriori 500 milioni: la società valuta l’opportunità di aumentare nel 2021 la distribuzione del capitale dal 40% attualmente previsto al 50%.

LE PAROLE DI MUSTIER
Il ceo di Unicredi, Jean Pierre Mustier ha ribadito, commentando i risultati, che preferisce il buy back rispetto all’M&A, sottolineando il miglioramento del Cet1 ratio che tiene peraltro conto della proposta di riacquisto delle azioni proprie.

ESPOSIZIONI DETERIORATE
Nel frattempo le esposizioni deteriorate nette sono diminuite del 21,7% nell’ultimo trimestre e del 41% nell’ultimo anno portandosi a a 8,8 miliardi per effetto di cessioni di esposizioni deteriorate lorde di Gruppo per 1,5 miliardi nel quarto trimestre 2019, (e 9,4 miliardi nell’intero 2019).

IL CONTO ECONOMICO
Tornando al conto economico 2019, la combinazione della flessione del margine di interesse netto (-3,5%) e dei dividendi (-5,2%) e la crescita dei proventi da negoziazione (+20,2%) ha prodotto un calo dello 0,7% del margine di intermediazione che si è attestato a 18,8 miliardi. La voce de costi, invece , registra un miglioramento fermandosi a 9,9 miliardi, al di sotto dell’obiettivo originario di 10,6 miliardi fissato da Transform 2019 e che ha permesso al rapporto cost/income di scendere al 52,7%.