Ubi, rotto il ‘fronte del Car’: Cattolica aderisce a OPS Intesa Sanpaolo

Ubi, rotto il ‘fronte del Car’: Cattolica aderisce a OPS Intesa Sanpaolo

Di Mauro Speranza

Investing.com – Ribaltone all’interno del Comitato azionisti di riferimento (Car) sul tema dell’adesione all’Offerta pubblica di sottoscrizione di Intesa Sanpaolo (MI:ISP) verso Ubi Banca (MI:UBI), dopo il cambio di posizione già annunciato da Fondazione Banca Monte di Lombardia nelle settimane scorse.

Il consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni (MI:CASS), infatti, ha deciso di aderire all’OPS, “ritenuto il proprio interesse alla luce sia delle autorizzazioni di vigilanza ottenute dall’offerente, sia del comunicato dell’emittente, sia ancora dell’andamento del mercato, ha deliberato all’unanimità l’adesione di Cattolica stessa all’offerta pubblica di scambio lanciata da Banca Intesa San Paolo sulle azioni Ubi”, spiega la nota diffusa dalla società.

Si tratta di una mossa a sorpresa, in quanto la cooperativa veronese aveva raddoppiato la quota del capitale detenuta in Ubi Banca solo cinque mesi fa, portandola all’1%, con l’obiettivo di entrare nel Car proprio per rafforzare la posizione contraria alla mossa di Intesa Sanpaolo.

Secondo fonti del Sole 24 Ore legate Car, “la scelta di Cattolica appare essere probabilmente una scelta motivata da ragioni che non sono comuni a quelli della generalità degli azionisti di Ubi Banca”.

OPS di Intesa Sanpaolo in corso
Intanto, l’offerta pubblica di sottoscrizione annunciata a febbraio da Intesa Sanpaolo e avviata il 6 luglio è ancora in corso e terminerà il 28 di questo mese.

Ieri è stato comunicato che sono state presentate 3.279.300 richieste di adesione.

Pertanto, dall’inizio dell’offerta sono state presentate complessivamente 15.546.191 adesioni, pari all’1,359% dell’offerta.

Massiah ancora contro l’OPS
Da Ubi Banca, intanto, proseguono le posizioni ufficiali contrarie all’OPS. “In certi Paesi è desiderabile che banche più grandi comprino le più piccole ma, mentre Spagna, Francia o Regno Unito hanno diversi istituti grossi, l’Italia ne ha solo uno””, dichiara l’amministratore delegato di Ubi, Victor Massiah.

“Per questo motivo”, aggiunge Massiah, se l’OPS di Intesa Sanpaolo andasse in porto “creerebbe una sorta di monopolio” e a suo avviso, “non sarebbe appropriata”.

“Se Ubi resterà indipendente”, continuava Massiah, “una proposta di m&a con un’altra banca sarà finalizzata entro fine anno”, mentre finora “la nostra priorità era di proteggere i soci e minimizzare gli aumenti di capitale”.

Infine, l’ad ha spiegato che la scelta di aumentare i dividenti nell’aggiornamento del piano è stata legata “alla responsabilità di rendere i nostri azionisti consapevoli delle opportunità che perderebbero aderendo all’OPS”.