Trump già stanco della quarantena: “15 giorni e decideremo”

Trump già stanco della quarantena: “15 giorni e decideremo”

Di Mauro Speranza

Investing.com – Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sembrerebbe già pronto ad abbandonare le misure di contenimento della diffusione del coronavirus negli Stati Uniti.

Il presidente ‘twittatore’, infatti, ha affermato sul suo social network preferito che gli USA non possono permettersi “che la cura sia peggiore del problema stesso” e che “alla fine del periodo di 15 giorni decideremo da che parte vogliano andare”.
Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump sta considerando di non rinnovare le linee guida di ‘social distancing’ annunciate la scorsa settimana, inizialmente per una durata di 15 giorni, sulla spinta proprio della volontà di Trump di riaprire il paese al più presto.

Negli Stati Uniti, però, il numero delle persone infettate dal coronavirus ha superato quota 43 mila casi, mentre i decessi sono stati 500.

“La gestione del coronavirus da parte del governo Usa finora è carente e la mancanza di kit per i test indica che il virus sarà più diffuso e si tradurrà in più ricoveri e decessi di quelli che al momento ipotizziamo”, scrivono gli esperti di Moody’s nel rapporto ‘COVID-19: Global Economic Tsunami’, sottolineando che “la recente impennata di contagi negli Usa indica che la traiettoria del virus potrà essere perfino più critica rispetto all’Italia”.

Il presidente Trump sembra dunque in difficoltà, soprattutto dopo che il suo maxi-piano di aiuti da 2 mila miliardi di dollari si è fermato al Senato, anche se sono in corso le trattative che secondo il Washington Post potrebbero sbloccarsi in queste ore.

Un ritardo nell’approvazione al Senato, renderebbero difficile la firma del provvedimento nel corso di questa settimana, in quanto le regole impongono che la convergenza debba “maturare” su una maggioranza di tre quinti dell’assemblea per un intero giorno di dibattito, prima che si possa votare in via definitiva il provvedimento, a meno che la Camera alta non decida di votare il disegno di legge prima all’unanimità.

Una carta che potrebbe essere giocata dall’amministrazione Trump per salvare l’economia americana potrebbe essere quella di un’entrata nel capitale delle aziende da parte dello stato con delle nazionalizzazioni di salvataggio.

A affermarlo è stato il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, il quale sta valutando un piano di aiuti di 6 mila miliardi di dollari da mettere sul piatto in accordo con la Fed. “Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per immettere un’enorme quantità di liquidità”, annunciava Mnuchin, aggiungendo che “Il presidente Trump è pienamente determinato”.