Tesla come Bitcoin, rischio tracollo dopo la grande ascesa?

Tesla come Bitcoin, rischio tracollo dopo la grande ascesa?

Ieri le azioni Tesla hanno perso il 17,18% dopo una lunga corsa che le aveva portate al record storico di 969 dollari. Un’ascesa e un tonfo che sembra ripercorrere il l rally parabolico dei bitcoin nel 2017
Cosa sta succedendo alle azioni Tesla? Se lo chiedono in molti dopo il tonfo di ieri (-17,18%) in Borsa. Tra le tante ipotesi quella formulata in un articolo pubblicato da MarkerWatch suscita particolare interesse. Nell’articolo si fa notare come l’ascesa delle azioni del produttore di veicoli elettrici sia stata tanto parabolica da assomigliare all’impennata dei Bitcoin nel 2017.

UNA SOVRAPERFORMANCE SPETTACOLARE RISPETTO AL NASDAQ
Mettendo i fatti in prospettiva, le azioni Tesla sono aumentate del 36% in poche sedute di Borsa, con un balzo del 180% negli ultimi tre mesi mentre, dal loro minimo di chiusura del 3 giugno a 178,97 dollari, hanno messo a segno un guadagno di oltre il 395%. Nello stesso arco di tempo, l’indice tecnologico Nasdaq Composite, che pure ha sovraperformato l’S&P 500 e il Jones Industrial Average, ha segnato un rialzo del 12,3% negli ultimi tre mesi, e poco meno del 30% dall’inizio di giugno.
IL TITOLO SI È SPINTO TROPPO LONTANO, TROPPO VELOCEMENTE
Non sorprende che alcuni investitori di Wall Street si siano preoccupati di queste performance straordinarie del titolo Tesla che forse si è spinto troppo lontano, troppo velocemente. Tra questi un veterano di Wall Street, Michael Novogratz, che ha paragonato la recente ondata rialzista di Tesla alla parabola ascendente dei bitcoin nel 2017.

UNA FORTE SIMILITUDINE CON LA BOLLA DEI BITCOIN DEL 2017
Nel 2015 Novogratz ha abbandonato il mondo del private equity, dopo aver contribuito a fondare il Fortress Investment Group, per lanciarsi nel mondo delle valute digitali. Ebbene, il prezzo del Bitcoin è salito in rapida successione da 885 dollari (inizio 2017) fino al picco di 19.783 dollari a novembre, con una performance del+ 2.100%. Da quel massimo, le quotazioni sono crollate fino a circa 3.200 nel dicembre 2018. E’ vero che da quel ‘minimo’ si sono poi riprese, pur tra alti e massi, e oggi viaggiano intorno ai 9.600 dollari ma restano comunque più che dimezzate rispetto al picco del 2017.

I GESTORI SPECIALIZZATI CORRONO A COMPERARE
Il noto analista di Fundstrat Tom Lee ritiene che buona parte dei rialzi delle azioni di Tesla potrebbe essere riconducibile agli acquisti dei gestori specializzati sull’indice Russell 1000 Growth, per adeguare i loro portafogli al peso di Tesla in quell’indice. Il titolo dell’azienda di auto elettriche pesa solo lo 0,7% nel Russell 1000 ma rappresenta il 15% dei rialzi da inizio anno: in pratica, i gestori hanno paura di perdere il confronto con l’indice Russell 1000 Growth e si mettono in fila a comperare titoli Tesla.
FORSE ADESSO È MEGLIO ESSERE PRUDENTI
Resta il fatto che molti osservatori del mercato consigliano cautela quando si tratta di acquistare Tesla soprattutto adesso che una delle principali ricerche su Google è “Dovrei comprare le azioni di Tesla?”: lo stesso interrogativo imperante nel dicembre 2017 sui bitcoin.