Ripple: il prezzo di XRP continua a faticare

Ripple: il prezzo di XRP continua a faticare

Le prime tre criptovalute della classifica vedono oggi un’inversione di tendenza: Bitcoin (BTC) perde il 3%, Ethereum (ETH) il 2%, mentre tiene meglio il prezzo di Ripple (XRP) che scende dell’1,5%.
XRP prova a consolidare il valore sopra i 20 centesimi, ma fa decisamente fatica a recuperare i 21 centesimi. Ripple vede una netta diminuzione degli scambi e questo nonostante il buon recupero dai minimi di marzo che la vede rimanere indietro rispetto alle altre.

Ripple è sempre più tallonata da Tether che con l’aumento di capitalizzazione di queste ultime settimane è sempre più vicina a conquistare il terzo posto in classifica delle maggiori capitalizzate.
In generale, la giornata parte con il freno tirato per tutto il settore. Prevale il segno rosso, a differenza di ieri: oltre il 70% delle prime 100 capitalizzate sono in territorio negativo.

Scorrendo la lista, per trovare il primo segno verde bisogna scendere fino alla 38° posizione oculata da Hyperion (HYN) che sale dell’1,6%, con una capitalizzazione di poco inferiore ai 180 milioni di dollari.

Su base settimanale, dai livelli di martedì scorso, primo giorno post halving, i guadagni sono tutti sopra lo zero. Per trovare il primo segno rosso bisogna scendere fino alla 48° posizione occupata da Augur (REP) che su base settimanale arretra di oltre il 6%.

I volumi delle ultime 24 ore scendono del 10% rispetto a ieri mattina. Bitcoin, per il 19° giorno consecutivo, scambia oltre 1 miliardo di dollari in controvalore.

La capitalizzazione totale si mantiene sopra i 260 miliardi di dollari provando a dare un segnale di recupero dell’intero settore. Il top raggiunto nella prima decade di maggio a 270 miliardi è oramai da un passo. Questo metterebbe alle spalle tutto il periodo ribassista e più negativo dall’inizio dell’anno.

Riprendendo i 270 miliardi, il settore si riporterebbe ai livelli di fine febbraio, prima del periodo di crisi del 2020 che si è realizzato e terminato con i minimi di metà marzo.

La dominance di Bitcoin continua a rimanere agganciata al 67% arretrando leggermente dai picchi di ieri quando si era spinta al 67,5%. Recupera leggermente Ethereum che riconquista la soglia dell’8,5% mentre invece le difficoltà di XRP la spingono sempre più in basso ad aggiornare i minimi degli ultimi tre anni e scende sotto il 3,4%.
L’indicatore Fear and Greed cha va su una scala da 0 a 100 torna a salire. Dopo l’arretramento dei giorni scorsi successivo al picco a 55, raggiunto esattamente 10 giorni fa, l’8 maggio, l’indice Paura ed Avidità è poi sceso a metà della scorsa settimana a 40 punti. In queste ultime ore prova a tornare positivo recuperando la soglia dell’equilibrio a 50 punti.
Prezzo Bitcoin (BTC)
Bitcoin arretra questa mattina dai massimi di ieri, quando si era spinto ad un passo dai 10.000 dollari, che ha innescato l’azione degli Orsi di breve periodo, respingendo i prezzi fino a 9.500 dollari, dove oscillano questa mattina.

La discesa non va ad intaccare il trend al rialzo e che al momento non fa evidenziare pericoli sia nel breve che nel medio periodo. I primi segnali di allarme in ottica di breve periodo arriverebbero solo con discese sotto i minimi di venerdì scorso in area 9.150 dollari.

In ottica di medio periodo il primo campanello di allarme scatterebbe solo con affondi sotto 8.500 dollari che coincidono con il supporto dinamico della neckline inferiore del canale rialzista.
Prezzo Ethereum (ETH)
Il recupero dei 215 dollari vede al momento una prevalenza di prese di beneficio che non permettono ai prezzi di ETH di consolidarsi sopra questo livello. La tenuta del 210 dollari fa ben sperare per una possibilità di un più vigoroso attacco.

Una rottura dei 215 dollari spingerebbe a testare il prossimo livello di resistenza individuato in area 225 dollari, che coincidono con i massimi relativi di fine aprile.

Per Ethereum dopo il recupero della giornata di ieri è importante tenere i prezzi all’interno del canale rialzista che è stato pericolosamente violato durante la discesa della scorsa settimana.

Per questo deve consolidare i prezzi e non spingersi sotto la soglia psicologica dei 200 dollari e quella tecnica ancora più pericolosa a 185 dollari, che coincide con il ribasso avvenuto esattamente lunedì 11 maggio che ha visto i prezzi affondare sino a quota 175 dollari.