Reddito di cittadinanza, i numeri del flop: solo il 2% ha trovato un lavoro

Reddito di cittadinanza, i numeri del flop: solo il 2% ha trovato un lavoro

Lo dice la Corte dei conti che certifica un numero irrisorio di chi ha trovato lavoro tramite i centri per l’impiego e auspica un taglio delle tasse per il lavoratori dipendenti
Il reddito di cittadinanza è stato pensato come uno strumento di sostegno, in attesa che chi lo percepisce possa trovarsi un lavoro. Peccato che nessuno, o quasi, è riuscito a trovarsi un’occupazione. Solo il 2%, per la precisione, delle persone che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza è riuscito a ottenere un lavoro tramite i centri per l’impiego, secondo i dati delle Corte dei conti.

SOTTO LE ATTESE
Analizzando le richieste, emerge che c’è una forte disparità tra chi si intasca i soldi del sussidio e coloro che, invece, sono riusciti a trovare un lavoro e a guadagnarsi da vivere. Nello specifico, “risultano essere state accolte circa un milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali solo il 2% ha poi dato luogo a un rapporto di lavoro tramite i centri per l’impiego”, commenta il procuratore generale della Corte dei conti, Fausta Di Grazia.

I NUMERI DEL REDDITO
Alla cerimonia di parificazione del rendiconto dello Stato, per il reddito di cittadinanza “c’è stato uno stanziamento definitivo di 5.728,6 milioni di euro, dei quali ne sono stati impegnati 3.878,7 milioni”. Insomma, la misura introdotta dall’allora governo giallo-verde non ha registrato i numeri sperati, risultando un mezzo fallimento.

LE TASSE SUL LAVORO
E a proposito di lavoro, Di Grazia ha sottolineato che non è più possibile rinviare un intervento fiscale per ridurre le aliquote sui redditi dei dipendenti e dei pensionati. Secondo il procuratore generale, infatti, “l’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale, la costante erosione del potere di acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno”. Il confronto sulla riforma del fisco, tra riduzione di Iva e aliquote Irpef, sta alimentato il dibattito politico degli ultimi giorni.