Post pandemia, i tre scenari di Vontobel per il 2020

Post pandemia, i tre scenari di Vontobel per il 2020

Gli esperti della casa di investimento ipotizzano tre evoluzioni della situazione nel secondo semestre, tenendo conto della probabile seconda ondata e della reazione dei governi
Quali sono le prospettive per la seconda parte di un anno segnato dalla pandemia di coronavirus? Gli esperti di Vontobel Asset Management hanno tracciato un quadro delle possibili evoluzioni della situazione sui mercati nella videoconferenza sul Vontobel Summer Outlook.

TRE SCENARI POSSIBILI
Prendendo a prestito una terminologia medica, il chief strategist di Vontobel Frank Häusler ha ipotizzato tre scenari possibili per il secondo semestre: Riabilitazione (con una probabilità del 50%), Terapia intensiva (con il 25% di chances) e Ripresa (accreditato di un altro 25%). “Non siamo epidemiologi né virologi, ma possiamo solo fare ipotesi sulle modalità con cui i governi reagiranno al virus”, ha sottolineato l’esperto di Vontobel.

RIABILITAZIONE: SECONDA ONDATA MA SENZA LOCKDOWN
Nel primo scenario, quello chiamato Riabilitazione, si prevede una seconda ondata di contagi ma senza lockdown significativi, e una profonda recessione ma con una ripresa della crescita nella seconda parte dell’anno. Negli Usa la retorica della guerra commerciale si farà più sostenuta, a causa del clima pre-elettorale, ma si resterà quasi solo agli annunci e la crescita sarà graduale. In Europa lo scenario prevede l’implementazione del Recovery Fund, buoni negoziati con la Gran Bretagna e una ripresa sostenuta, mentre la Cina, in base a questa ipotesi, riuscirebbe a stabilizzare la crescita nonostante i bassi livelli di Pil nel mondo.

TERAPIA INTENSIVA: L’IPOTESI PEGGIORE
Il secondo scenario, chiamato non a caso “Terapia intensiva”, ipotizza il verificarsi di uno dei seguenti rischi di downside. A livello globale potrebbero essere istituiti lockdown simili a quelli del primo semestre, con tre mesi di condizioni economiche estreme. In Usa lo scenario più negativo prevede, oltre agli effetti negativi della seconda ondata, gravi ripercussioni nella guerra commerciale con la Cina o l’Ue; per l’Eurozona, invece, i problemi potrebbero arrivare dal mancato avvio del Recovery Fund o dall’introduzione di dazi sulle auto in Usa. La Cina potrebbe pagare cara la guerra commerciale con gli Usa e le tensioni con altri Paesi come l’India: in uno scenario del genere, le banche centrali potrebbero introdurre un nuovo “whatever it takes”.

RIPRESA: LO SCENARIO PIÙ OTTIMISTICO
Il terzo scenario è invece il più ottimistico, e si intitola “Ripresa”: a livello globale, per gli esperti di Vontobel prevede un allentamento della totalità delle restrizioni, una seconda ondata di contagi di livello trascurabile e la ripresa dei cosiddetti “animal spirit”. Negli Usa questo scenario vede una de-escalation delle tensioni commerciali e un aumento della spesa fiscale; nell’area euro invece si ipotizza un Recovery Fund forte accompagnato a una rapida tregua nelle tensioni con Gran Bretagna e Usa, che dovrebbero giungere a più miti consigli anche nei confronti della Cina. Questo quadro porterebbe a un graduale abbandono del “whatever it takes” nel quarto trimestre da parte delle banche centrali.

SEI SFIDE PER GLI INVESTITORI
Per gli investitori sono diverse le sfide poste dal “mondo sottosopra” che si è creato con la pandemia. Gli esperti di Vontobel ne hanno individuate sei: la prima riguarda il debito pubblico, e il suggerimento è di “riflettere attentamente prima di acquistarlo”, e qualora si decidesse in questo senso, è opportuno prendere in considerazione l’investimento in Paesi in cui la banca centrale ha un potere d’acquisto illimitato e non ha vincoli di natura politica. Il secondo interrogativo riguarda i rendimenti, e Vontobel suggerisce di concentrarsi sulle azioni dei mercati emergenti e sui bond corporate con situazioni patrimoniali e modelli di business solidi.

RESILIENZA E GUERRE COMMERCIALI
A livello geografico il suggerimento è di puntare sui Paesi che mostrano maggiore resilienza, caratteristica che vede molte nazioni asiatiche ben posizionate; Vontobel si prepara a rivedere al rialzo la presenza della Cina e di altri Paesi asiatici nell’asset allocation, pur ritenendo che gli Stati Uniti, in base a diverse metriche, ricopriranno ancora un ruolo di leadership a livello globale.

GLOBALIZZAZIONE E CAMBIAMENTO CLIMATICO
Infine, le ultime due sfide riguardano la globalizzazione e il cambiamento climatico. Nel primo caso, gli esperti ritengono che siamo in una fase di “slowbalization”, cioè di rallentamento del processo di globalizzazione, già dall’inizio della grande crisi finanziaria del 2008: e di questo fenomeno potrebbero beneficiare alcuni Paesi dell’Asia emergente e dell’America Latina, come il Messico. Sul fronte dell’attenzione al clima e alla sostenibilità, il consiglio è di riflettere attentamente sull’investimento in società basate sul carbonio e su altre emissioni, o con modelli di business che potrebbero essere messi in crisi da tecnologie a basse emissioni, e di adottare un approccio di investimento che tenga conto dei criteri Esg.