Petrolio su, l’Arabia Saudita alza i prezzi ma si teme per le scorte

Petrolio su, l’Arabia Saudita alza i prezzi ma si teme per le scorte

Di Gina Lee

Investing.com – Il prezzo del greggio si avvia a chiudere la settimana recuperando le perdite della seduta precedente.

I future del Brent sono saliti dell’1,94% a 29,98 dollari, alle 9:28 PM ET (02:28 AM GMT) ed i future del greggio WTI USA sono saliti del 2,29% a 24,09.

I future WTI hanno visto forti oscillazioni ieri, dal calo dell’1,83% al balzo dell’11%; sulla settimana sono in salita del 19%.

Alcuni investitori sono cautamente ottimisti grazie all’allentamento delle restrizioni negli USA che sta portando un aumento graduale della domanda.

“I segnali di ripresa per la domanda di benzina negli USA ed un rapido taglio della produzione del paese (oltre 1 milione di barili al giorno nel giro di poche settimane) ha permesso una ripresa dei prezzi”, ha dichiarato alla CNBC John Kilduff di Again Capital.

“La parola d’ordine resta la volatilità, ma nel settore c’è una crescente convinzione che il peggio sia passato”, ha aggiunto.

Il petrolio è stato sostenuto dalla decisione dell’Arabia Saudita di alzare il prezzo ufficiale di vendita.

Paul Sankey, analista degli energetici presso Mizuho, ha scritto ieri in una nota che questa decisione “allenta la pressione sui prezzi globali del petrolio. L’Arabia Saudita sta ancora lottando per le quote di mercato (contro Iraq e Iran principalmente) in Asia, ma si è praticamente tirata indietro nella lotta per le quote di mercato negli USA”.

Intanto, altri investitori continuano a dichiarare che i siti di stoccaggio stanno raggiungendo la capacità massima, nonostante i tagli alla produzione operati dall’OPEC+ e da alcuni produttori USA. Si prevede che la capacità massima verrà toccata tra qualche settimana.

Gli investitori seguiranno inoltre la scadenza dei contratti WTI il 19 maggio.