Petrolio, la paura del coronavirus continua a minare la domanda

Petrolio, la paura del coronavirus continua a minare la domanda

Di Mauro Speranza

Investing.com – Nuovo brusco calo del petrolio, dopo i recuperi dei giorni scorsi che avevano spinto i prezzi della materia prima sopra i 40 dollari.

I future del greggio scambiano oggi sotto i 39 dollari, segnando un calo superiore al 2%, mentre il Brent scende a 41,50 dollari (-1,80%) al barile.

Questa sera (ore 19 italiane) verrà diffuso il dato di Baker Hughes sul numero totale degli impianti di estrazione negli Stati Uniti che potrebbe dare indicazioni circa la situazione dal punto di vista dell’offerta di petrolio nel paese.

Timori perla domanda di greggio
Restano però, le preoccupazioni per la domanda, affondata nei mesi scorsi a causa del lockdown da coronavirus, soprattutto negli USA. Nel paese, infatti, ieri sono stati riportati oltre 60 mila nuovi casi di contagi, in aumento rispetto ai precedenti, particolarmente concentrati in Texas, Florida e California.

Nel resto del mondo, il Covid-19 prosegue la sua diffusione, con oltre 12,2 milioni di casi e 550 mila vittime a livello globale alla data di oggi, secondo la Johns Hokins Uiversity.

Il dato sta ridimensionando ulteriormente le speranze degli investitori di vedere una ripresa economica dal virus, mentre alcune città sono state costrette a reintrodurre le misure di confinamento.

Inoltre, Hong Kong ha inasprito il distanziamento sociale ieri, seguendo a ruota Pechino e Melbourne, per cercare di contenere la nuova epidemia del virus nella città.

“La chiusura della settimana è complessa per gli investitori in oro nero”, spiega Diego Morín di IG, “in quanto i notiziari mostrano che l’aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti occidentali è fuori controllo”.

“Di fronte a questo, gli investitori temono un calo della domanda di petrolio, che non sarebbe irragionevole se iniziassero misure di contenimento dei cittadini”, aggiunge l’esperto.

Secondo Morín, “un altro fattore che preoccupa gli investitori è il taglio volontario della produzione nei Paesi che compongono l’OPEC, la cui eliminazione è stata stimata a fine luglio, ma con le notizie che arrivano dagli Stati Uniti dovremo aspettare per vedere quale decisione prenderanno l’Arabia Saudita e i suoi alleati”.

“L’EIA stima che la domanda petrolifera globale sia aumentata di 10 milioni di barili al giorno tra aprile e giugno, sulla scia dell’allentamento delle restrizioni economiche”, sottolinea Ellen R. Wald Ph.D.

“Potrebbe sembrare un dato positivo ma, se si considera che la domanda globale è crollata di circa 30 milioni di barili al giorno, questo aumento non è affatto impressionante, soprattutto dal momento che la maggior parte delle giurisdizioni in tutto il mondo sono perlopiù tornate in attività”, aggiunge l’esperta in petrolio.

“Questo aspetto, al contrario, è una prova che smentisce la teoria che la domanda petrolifera si sarebbe ripresa in fretta una volta annullate le misure di confinamento. Le serrate non sono state cancellate completamente dappertutto, ma le restrizioni sono state allentate tantissimo”, sottolinea

“La paura continua a dominare il comportamento dei consumatori e le contrazioni economiche causate dalle quarantene continuano a riecheggiare in tutta l’economia globale”, conclude Wald.