Petrolio in salita dopo i risultati dei tagli alla produzione

Petrolio in salita dopo i risultati dei tagli alla produzione

Di Gina Lee

Investing.com – Il petrolio è in salita questo mercoledì, i mercati tirano un sospiro di sollievo dopo che la scadenza del contratto dei future WTi di giugno è passata senza nessun problema.

I future del Brent sono saliti dello 0,84% a 34,76 dollari alle 9:41 PM ET (2:41 AM GMT) ed i future WTI sono saliti dello 0,16% a 32,01, recuperando alcune delle perdite precedenti.

Il petrolio è salito nelle seduta precedente dopo che l’
’American Petroleum Institute (API) ha riportato un calo di 4,8 milioni di barili per la settimana terminata il 15 maggio. Le aspettative erano di un aumento di 2,4 milioni di barili, in base a un sondaggio di Investing.com.

Si spera che i tagli implementati dall’OPEC+ e da alcuni produttori americani stiano finalmente avendo degli effetti sul problema delle scorte in eccesso.

A partire da giugno si prevedono ulteriori tagli operatati da un gruppo di produttori con a capo l’Arabia Saudita.

“Il mercato vede allinearsi entrambe le forze: i tagli promessi dall’OPEC+ si stanno materializzando e i tagli operati da altri produttori che non sono membri del gruppo stanno contribuendo a limitare le scorte in eccesso. Intanto, le restrizioni si stanno allentando in tutto il mondo e l’economia ha bisogno di benzina per ripartire”, ha dichiarato alla CNBC Paola Rodriguez Masiu, analista senior dei mercati del petrolio presso Rystad Energy.

Ma mentre le economie mondiali lottano per ripartire dopo il virus COVID-19, si registrano nuove ondate in Cina e Corea del Sud e questo spinge molti investitori a mantenere un tono più cauto.

In paesi come Brasile e India stanno esplodendo i nuovi casi; secondo i dati della John Hopkins University i casi globali sono quasi 5 milioni.

I consulenti di Eurasia Group hanno dichiarato alla CNBC, “Una recessione globale, consumatori cauti ed un possibile peggioramento della diffusione del coronavirus nelle economie emergenti in America Latina, Africa, e Asia meridionale” richiedono molta cautela sulle aspettative di una rapida ripresa.