Petrolio avvicina la soglia dei 40 dollari: possibile un ritracciamento

Petrolio avvicina la soglia dei 40 dollari: possibile un ritracciamento

(Teleborsa) – Il petrolio riavvia la settimana all’insegna del rialzo, con quotazioni che si spingono sino a 40 dollari al barile, un importante livello di resistenza secondo gli analisti, che già preannunciano una situazione di ipercomprato ed un possibile ritracciamento.

Il Light crude scambia a 39,99 dollari al barile, in rialzo dello 0,60% dopo aver toccato un massimo di 40,17 USD, mentre il Brent viaggia a 42,39 dollari, in vantaggio dello 0,50%.

La tendenza dell’ultima settimana è stata largamente positiva (+10% circa), ma le quotazioni petrolifere confermano la perdita di un terzo del valore da inizio anno. Un 2020 catastrofico, contrassegnato da uno sconvolgimento degli stili di vita e dell’economia mondiale, a causa della pandemia di Covid-19, non ancora alle spalle.

I TAGLI OPEC – Proprio di recente l’Opec Plus ha confermato i tagli in vigore dal 1° maggio scorso (10 milioni di barili), ampliandone la portata (11 milioni a partire da luglio) e sollecitando tutti i Paesi membri ad adeguarsi, anche con un sistema correttivo che prevede l’accumulo dei tagli non effettuati in precedenza. Una decisione assunta per far risalire le quotazioni su livelli normali ed ridurre l’eccesso di offerta sul mercato ed il continuo accumulo di scorse su livelli mai visti prima.

LA RIDUZIONE DEGLI INVESTIMENTI – Le major petrolifere stano continuando a tagliare gli investimenti (capex). Un rapporto di Rystad Energy prevede infatti che gli investimenti globali crolleranno a 383 miliardi di dollari nel 2020, ai minimi degli ultimi 15 anni. Diverse compagnie petrolifere si sono già mosse in tal senso: da Exxon Mobil a ConocoPhillips, da Shell a Total. Ultima la BP che ha dichiarato anche di voler ridurre le sue riserve petrolifere fino a 17,5 miliardi di dollari. E non è esente da pessimismo neanche il colosso statale saudita Saudi Aramco, che non solo ha quasi dimezzato gli investimenti 2020 a 25-30 miliardi di dollari, ma ha anche annunciato un taglio di 500 posti di lavoro pari al 5-6% della sua forza lavoro.

E CHI PREVEDE UN SUPERCICLO E UN CRUDE A 190 DOLLARI! – E intanto c’è anche chi azzarda un’ascesa del petrolio a 190 dollari al 2025, una previsione un po’ folle, avanzata da una canca d’affari di tutto rispetto, la JP Morgan Chase di New York. Agli inizi di marzo, quando gli analisti della banca d’affari pronosticarono un “superciclo” delle quotazioni petrolifere, un stima fatta subito prima che la pandemia di coronavirus sconvolgesse la stabilità globale, mandando a picco le quotazioni petrolifere, che il 20 aprile 2020 raggiunsero un valore negativo di -37 dollari al barile. Nonostante tutto, le previsioni della banca d’affari non sono cambiate e, secondo quanto riferisce la Cnn, la banca d’affari statunitense punta ancora su un superciclo e su un un deficit strutturale del mercato petrolifero, che potrebbe vedere risalire le quotazioni sui 100 dollari già nel 2022.