Per misurare la ripresa i traders di Wall Street guardano le prenotazioni ai ristoranti tracciate online

Per misurare la ripresa i traders di Wall Street guardano le prenotazioni ai ristoranti tracciate online

Nel tentativo di giocare d’anticipo sull’uscita dei dati, i traders di Wall Street usano le risorse digitali per tracciare il ritorno al ristorante, in aeroporto e alla mobilità
C’erano una volta gli ‘indici del rossetto’ o quelli del ‘Big Mac’ che i traders più smaliziati andavano a interrogare per cercare di scrutare in anticipo la direzione dell’economia e la fiducia dei consumatori. Oggi, nell’era post-virus in cui il digitale comanda su tutto e su tutti, la ricerca si è spostata su strumenti meno analogici e sicuramente anche più precisi, grazie agli algoritmi che riescono a tracciare i comportamenti delle persone sia on che off line. In questo modo sempre più spesso gli operatori di Wall Street cercano di anticipare il numero che sarà pubblicato tra giorni o settimane sul Job Report o sulle vendite al dettaglio. Numeri che, attenzione, hanno stracciato al rialzo tutte le attese del mercato, mandando in rally gli indici della Borsa di New York.

I TRE INDICATORI PIÙ GETTONATI
Il Wall Street Journal ha individuato i tre indicatori più gettonati dai traders intenti a scrutare i segnali che arrivano dai comportamenti dei consumatori e che potrebbero segnalare la direzione a breve di quella che ormai tutti chiamano la ‘post-virus economy’. Indicatori poco convenzionali e molto intuitivi, rispetto alle statistiche tradizionale basate su campioni rappresentativi di consumatori, imprese, economisti o analisti. Ovviamente il Journal è arrivato ai tre indicatori più gettonati seguendone le tracce ‘digitali’ lasciate sulle chat o via Twitter dagli stessi traders.

USCITE AL RISTORANTE IN RECUPERO A MACCHIA DI LEOPARDO
Al primo posto troviamo le prenotazioni al ristorante, facili da tracciare con precisione perché ormai praticamente tutti le fanno online o utilizzando le diverse app disponibili sullo smartphone. Ristoranti, pizzerie, winebar e birrerie sono state indubbiamente le attività più ‘bombardate a tappeto’ dal lockdown, quindi il ritorno dei clienti è un buon termometro del passo della ripresa. I dati mostrano che dopo il crollo a marzo-aprile, a maggio è cominciato il recupero, ma siamo ancora sotto i livelli pre-pandemia, di oltre il 50%. Geograficamente il quadro è molto diverso: Miami, Cincinnati e Las Vegas viaggiano sopra la media, a New York e San Francisco la curva è rimasta piatta sul fondo.

AUMENTATI I PASSAGGI AI DETECTOR DEGLI AEROPORTI
Un altro dato molto seguito è il traffico negli aeroporti, anche qui penalizzato brutalmente dal lockdown locale e globale. Viene monitorato con precisione attraverso il numero di passaggi al controllo sicurezza, da cui dall’11 settembre 2001 in poi non si scappa. Anche qui c’è un recupero, ma ancora modesto: nella media nazionale si è passati da una media giornaliera pre-virus tra i 2 milioni e i 2,5 milioni di passeggeri al giorno a oltre mezzo milione dopo metà giugno. Comunque il trend è in netta risalita, ad aprile la linea era piatta vicino allo zero.

TUTTI IN AUTO O A PIEDI PER EVITARE DI RISCHIARE
E poi ci sono i dati sulla mobilità, ricavati dalle interrogazioni di Apple Maps o altri servizi simili, forse i più interessanti perché oltre a indicare che la gente ha ricominciato a muoversi con una certa intensità, dicono anche che spostamenti a piedi o ancora meglio con l’auto privata sono preferiti a quelli con i mezzi pubblici sotterranei e di superficie, probabilmente perché la gente si sente più protetta dal rischio contagio. Buona notizia per l’industria dell’automotive e per i distributori di carburante.
Qui la situazione è profondamente diversa rispetto a ristorante e aeroporti, siamo tornati ampiamente ai livelli pre-virus, come mostra il grafico qui sopra, con l’unica eccezione del trasporto pubblico.