PA, Dadone: “Mai più cartellino per gli statali. Lavorare per obiettivi”

PA, Dadone: “Mai più cartellino per gli statali. Lavorare per obiettivi”

La pubblica amministrazione del futuro prevede il 40% dei lavoratori in smart working e una condivisione delle banche dati tra istituzioni
(Teleborsa) – “Più, flessibile, dinamica, digitalizzata”. È così che il ministro Fabiana Dadone immagina il futuro della pubblica amministrazione. “Vorrei mantenere tra il 30 e il 40 per cento dei dipendenti pubblici in smart working anche nel post-Covid. Abbandoniamo il feticcio del cartellino, le polemiche sui furbetti, e iniziamo a far lavorare per obiettivi, con scadenze giornaliere, settimanali, mensili” spiega Dadone in un’intervista al quotidiano La Stampa.

Una rivoluzione che, per Dadone, “non si tradurrà solo in un lavorare da casa”. Nel disegno del Ministro “ci saranno anche delle postazioni di co-working e servirà un cambio di mentalità, nella formazione del personale e nel ruolo dei dirigenti. Chi lavorerà in smart-working e per quanto tempo lo decideranno in autonomia le diverse amministrazioni”, spiega.

Sul fronte dei ritardi nell’erogazione della cassa integrazione Dadone afferma che “ci sono stati degli intoppi. Non mi illudo –aggiunge – che la Pa sia perfetta, ma il personale pubblico in queste settimane di emergenza ha sempre continuato a lavorare, da remoto, cercando di garantire il servizio. Poi siamo intervenuti con il decreto Rilancio, prevedendo l’arrivo di benefici economici con una semplice autocertificazione. Credo che entro la fine di giugno riusciremo a portare il decreto sulla semplificazione in Consiglio dei ministri. È un lavoro che va avanti da tempo, ma è necessario renderlo organico, dargli una direzione univoca, altrimenti non funzionerà”.

Seppure – ammette il Ministro – “è vero che in passato ci sono state delle sacche di resistenza all’interno della Pa” oggi, per Dadone, “è fondamentale che gli alti dirigenti di Stato rinuncino a un pezzo del loro potere e accompagnino la macchina amministrativa verso una trasformazione che non è più rinviabile”. Se come afferma la titolare del dicastero “questa pandemia ha portato i nodi al pettine”, la nuova era della Pa deve iniziare dalla digitalizzazione. “Abbiamo già agevolato l’acquisto di tecnologia da parte della Pa – spiega Dadone –. Ora dobbiamo permettere alle diverse banche dati delle nostre istituzioni di parlarsi, come abbiamo previsto nel decreto Rilancio, in modo che un’informazione data ad un ente pubblico sia poi a disposizione di tutti gli altri. Ma anche qui, sarà fondamentale che amministrazioni e ministeri siano meno gelosi delle loro informazioni. Penso al cittadino costretto a presentare il proprio certificato Isee più e più volte in un anno, se vuole accedere a sussidi dello Stato, a bandi pubblici o all’assistenza da parte del proprio Comune. Se le banche dati riusciranno a comunicare tra di loro, sarà sufficiente fornire i documenti una volta sola, poi saranno i vari enti a scambiarseli. Partiremo con le banche dati più grandi, come quella dell’Inps e dell’anagrafe, e a cascata le altre”.