Oro a un passo dai 1.800 dollari: obiettivo quota 2.000?

Oro a un passo dai 1.800 dollari: obiettivo quota 2.000?

Di Mauro Speranza

Investing.com – Non si ferma la corsa dell’oro, rafforzando così la sua posizione di bene rifugio mentre aumentano le preoccupazioni per un ritorno del coronavirus.

I future dell’oro sono arrivati a essere scambiati 1.795 dollari l’oncia, ai massimi dal 2012 e la crescita potrebbe non fermarsi.
“Il mercato sembra pronto a un ulteriore progresso verso i $1.800, a prescindere dal rialzo dei corsi azionari”, prevede Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote.

Secondo Alberto De Casa, “il recente rally delle azioni non è stato sufficiente a soddisfare l’appetito degli investitori per i lingotti. In effetti, il rally ha spinto l’ulteriore domanda di investimenti in oro poiché un numero crescente di operatori sta vedendo i continui guadagni sugli stock come fragili e insostenibili. Ecco perché, indipendentemente dal fatto che le azioni siano in verde o in rosso in un dato giorno, gli investitori acquistano lingotti”.

Alla corsa dell’oro si aggiunge il “sell-off del dollaro”, aggiunge Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management, sottolineando che “gli investitori non sono convinti che le relazioni commerciali tra USA e Cina stiano progredendo e che il Congresso possa approvare un pacchetto di stimolo di grandi dimensioni”, annunciato dal governo statunitense in queste ore.

Inoltre, “le banche d’investimento come JP Morgan (NYSE:JPM) e Citibank, stanno scommettendo su un posizionamento degli acquisti del metallo prezioso, con un target price entro la fine del 2020 di 2.000 dollari, che significherebbe trading a livelli record”, spiega Diego Morín, analista di IG.

“Tuttavia”, aggiunge l’esperto, “se siamo stati attenti in questi giorni al prezzo di alcuni beni rifugio, noteremo che gli investitori hanno piazzato forti acquisti nello yen giapponese, che ha rotto importanti sostegni contro il dollaro americano”.

D’altra parte, conclude Morín, “l’oro ha iniziato a suscitare interesse tra gli investitori alla fine del 2017 e a metà del 2018, quando era scambiato a livelli molto interessanti, circa 1.300 dollari l’oncia. Questa situazione è stata causata dalle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, a causa delle loro differenze tariffarie, per cui l’aumento del volume delle negoziazioni tra queste date è stato molto importante”.