Nuovo recupero del petrolio ma “ripresa della domanda ancora lontana”

Nuovo recupero del petrolio ma “ripresa della domanda ancora lontana”

Di Mauro Speranza

Investing.com – Continua il recupero dei prezzi del petrolio sulla scia delle aspettative di una ripresa della domanda grazie alla riapertura graduale dell’economia a cui si sta assistendo nei vari paesi.

Il petrolio WTI torna sopra i 25 dollari, con una crescita del 3% dopo una iniziale fase di debolezza, mentre il Brent segue in scia e supera i 31 dollari.

“Chiaramente, l’ottimismo per la riapertura dell’economia globale ha sostenuto l’aumento del petrolio”, ha dichiarato Naeem Aslam, analista di Avatrade.

Italia, Spagna, Nigeria e India, così come alcuni Stati Usa hanno fatto tornare parte dei cittadini a lavoro, oltre a riaprire cantieri, parchi e biblioteche. Il governo tedesco e i 16 stati federali hanno concordato modalità di allentamento delle misure di lockdown.

L’allentamento dei lockdown dovrebbe portare a una ripresa della domanda globale di petrolio, per la quale è stato previsto un crollo di almeno il 20% nel mese di aprile, crollo senza precedenti, poiché i governi hanno chiesto ai cittadini di restare a casa.

Negli USA, il Presidente Donald Trump scriveva su Twitter che “i prezzi del petrolio si muovo bene e la domanda riparte”, ma lo scetticismo resta. “La ripresa della domanda di petrolio negli USA e nel resto del mondo è ancora lunga”, dichiarava alla CNBC Stacey Morris, direttrice ricerche presso Alerian.

Continua l’eccesso di scorte
Proprio a causa della lunghezza dei tempi di ripresa, i siti di stoccaggio potrebbero raggiungere la capacità massima tra qualche settimana. Secondo Magnus Nysveen, direttore analisi presso Rystad Energy, “il mercato del petrolio è ancora vulnerabile. I problemi esistenti non sono stati risolti per magia, il problema delle scorte c’è ancora… Restiamo molto cauti nel breve termine, ma vediamo una ripresa dei prezzi nel lungo termine”.

Resta, dunque, il problema dell’eccesso di scorte, testimoniato dai dati dell’Api diffusi ieri, che hanno mostrato un aumento negli Stati Uniti superiore alle aspettative. Oggi, inoltre, sono previsti i dati dell’EIA, con gli esperti che si attendono un leggero calo.

L’eccesso resta nonostante la decisione dei paesi dell’Opec+ e i suoi alleati di effettuare un taglio alla produzione a partire dallo scorso 1 maggio pari a 9,7 milioni di barili al giorno, quota che rappresenta circa il 10% della domanda pre-coronavirus.