Mercati, la festa di fine anno è ancora possibile

Mercati, la festa di fine anno è ancora possibile

Nonostante le recenti vendite sui mercati azionari sulla scia di possibili nuovi dazi Usa, secondo Beani di Amundi dovrebbero esserci le condizioni affinché il mese di dicembre chiuda un buon 2019
Il mese di dicembre è partito in rosso per i mercati azionari, sulla scia delle preoccupazioni sui possibili nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump. Ma la speranza che nei prossimi giorni possa proseguire il trend più che positivo visto nei primi 11 mesi dell’anno non è svanita. I mercati azionari puntano a un allentamento delle tensioni geopolitiche e a una stabilizzazione dell’attività manifatturiera, in modo da permettere ai profitti aziendali di rimanere in territorio positivo nel 2020: uno scenario compatibile con una stima della crescita mondiale superiore al 3%.

EVOLUZIONE DELLA CRESCITA ECONOMICA E “FASE 1” USA – CINA
Come dire che è vero che l’evoluzione della crescita economica globale lascia ancora dubbi, che la firma della Fase 1 dell’accordo Usa–Cina ancora non si è vista, e che c’è attesa sulle prossime mosse delle banche centrali, ma sembrano comunque permanere le condizioni per una fine d’anno che consenta di festeggiare sui mercati finanziari un Natale sereno.

NUOVI MASSIMI A WALL STREET E NELL’AREA EURO
Una festa da condividere esattamente come già accade da anni per Halloween, e per il “Black Friday”, e come è accaduto ai mercati finanziari nella scorsa settimana, quella “corta” del giorno del Ringraziamento. Una settimana nella quale, a conclusione dei primi 11 mesi dell’anno, le Borse hanno fissato nuovi massimi. A Wall Street, addirittura quello storico, con l’indice S&P 500 che è salito dell’1%, portando la performance da inizio 2019 ad oltre +25%. Ma anche nella zona euro – con l’indice Eurostoxx 50 in rialzo del +23,4% da inizio 2019 – e in Giappone – con l’indice Nikkei 225 che guadagna il +16% da inizio anno – le performance sono di tutto rispetto.

COSA HA FRENATO HONG KONG E I MERCATI EMERGENTI
“Qualche nota negativa riguarda l’indice Hang Seng di Hong Kong, che mostra invece solo un rialzo del 2% da gennaio 2019 ed una performance negativa in settimana (-0,9%), appesantito dalle manifestazioni di piazza che scoraggiano anche gli investitori più esperti” spiega Giordano Beani, head of multi-asset fund solutions Italy di Amundi Sgr. Il quale segnala pure la minore dinamicità mostrata dai mercati emergenti la cui performance, in base all’indice MSCI Emerging in dollari risulta del +7,7% da inizio anno. “A pesare sui listini dei Paesi in via di sviluppo sono stati la forza del dollaro Usa e gli effetti negativi causati dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino”, fa sapere Beani.
SPREAD ITALIA – GERMANIA A 159 PUNTI
Settimana interlocutoria invece sui mercati obbligazionari, dove non si sono registrate variazioni di rilievo sui rendimenti delle curve principali dei tassi statunitense e tedesca. I contrasti nella maggioranza di governo italiana, alimentati dalle polemiche sull’adesione al Mes (il Meccanismo Europeo di Stabilità), hanno tuttavia alimentato lo spread con la Germania, con il differenziale di rendimento sui titoli di Stato a 10 anni che è salito di 5 punti base (+0,05%) portandosi a 159.

DOLLARO E ORO STABILI, PETROLIO IN CALO
Infine, se il cambio Eur/Usd staziona intorno a 1,102 – con il biglietto verde che sfiora un guadagno sull’euro di circa quattro punti percentuali da inizio anno – il petrolio è risultato debole in vista anche della riunione dell’Opec del 5 e 6 dicembre a Vienna, mentre l’oro si è stabilizzato a 1.463 dollari l’oncia (+14% da gennaio).