Meno investimenti nel piano Eni rivisto. Descalzi: il bilancio è solido

Meno investimenti nel piano Eni rivisto. Descalzi: il bilancio è solido

Taglio degli investimenti (capex) di circa 2 miliardi di euro nel 2020, pari al 25% del totale previsto a budget e della spesa operativa (opex) di circa 400 milioni. L’Eni interviene sul piano industriale per il 2020 e 2021 per mitigare gli effetti del crollo del prezzo del petrolio (ieri il Brent era sotto i 28 dollari al barile) e dell’impatto della diffusione del coronavirus sull’economia mondiale. «Mettiamo in campo questi interventi con l’obiettivo di difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo — ha spiegato il ceo Claudio Descalzi — preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro».
Per il 2021 l’Eni prevede una riduzione degli investimenti di circa 2,5-3 miliardi, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. I progetti interessati dagli interventi, ha spiegato il colosso petrolifero, «riguardano principalmente le attività upstream, in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve». In entrambi i casi, sottolinea Eni, «l’attività potrà essere riavviata velocemente al ripresentarsi delle condizioni ottimali, e con essa il recupero della produzione correlata». Già il 18 marzo scorso il Cane a sei zampe aveva comunicato al mercato il ritiro del buyback per il 2020 e la revisione al ribasso delle previsioni sul prezzo del Brent. Questo scenario e le ultime decisioni avranno un’effetto sulla produzione del 2020, che è «prevista tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, e rimarrà invariata l’anno successivo».

Ieri è arrivato anche il giudizio di S&P, che ha confermato il rating di Eni ad «A-» ma ha cambiato l’outlook da stabile a negativo per la diffusione del coronavirus e gli effetti della guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita sulle quotazioni del greggio. L’agenzia di rating ha apprezzato «l’approccio finanziario flessibile e prudente che sostiene il rating nel breve termine» e gli interventi tempestivi come «la sospensione del buyback e le altre rapide misure adottate» che danno «l’opportunità di mitigare il calo dei flussi di cassa come la flessibilità del capex». Stesso approccio alle altre società europee dell’oil&gas mentre la statunitense Exxon si è vista abbassare il rating.