Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì 3 febbraio

Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì 3 febbraio

Di Geoffrey Smith

Investing.com – Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 3 febbraio.

1. I mercati cinesi crollano in riapertura dopo le feste

I mercati finanziari cinesi riaprono col piede sbagliato dopo le lunghe feste di Capodanno. I principali indici azionari a Shanghai e Shenzhen segnano tonfi dell’8% e lo yuan crolla dell’1,2% contro il dollaro al minimo di otto settimane.

E questo nonostante il divieto sullo short-selling da parte dell’ente regolatore e dell’iniezione di 22 miliardi di dollari netti sul mercato monetario nazionale da parte della Banca Popolare Cinese.

2. I mercati apriranno positivamente

Alle 6:30 ET (11:30 GMT), i future Dow salgono di 107 punti, o dello 0,4%, mentre i future S&P 500 vanno su dello 0,4% ed future Nasdaq 100 segnano +0,5%.

Anche i mercati azionari europei hanno aperto positivamente, con l’indice Stoxx 600 di riferimento su dello 0,1%. Le materie prime si stabilizzano, con i future del rame che dovrebbero interrompere 13 giorni di ribasso consecutivi. L’indice del dollaro sale dello 0,3%, grazie soprattutto ai rialzi contro euro e sterlina.

3. Atteso report di Alphabet

Alphabet, compagnia madre di Google (NASDAQ:GOOGL), pubblicherà i risultati trimestrali dopo la campanella oggi.

Gli analisti intervistati da Investing.com si aspettano un calo degli utili per azione del 2% su base annua a 12,50 dollari ad azione, con un balzo del 19% dei ricavi a 46,9 miliardi di dollari.

4. La sterlina crolla all’inizio dell’era post-Brexit

La sterlina segna -1% contro il dollaro e quasi -0,8% contro l’euro all’inizio di un’era post-Brexit cominciata con toni polemici da Londra.

Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha infatti reso noto che preferirebbe accettare dei dazi piuttosto che la giurisdizione della Corte di Giustizia europea, riaccendendo il rischio di una rottura economicamente dannosa con l’UE al termine del previsto periodo di transizione che garantisce che non cambi di fatto nulla nei rapporti UE-GB prima della fine dell’anno.

5. Gli indici PMI indicano una ripresa debole

L’indice PMI manifatturiero di IHS Markit per la zona euro è salito a 47,9, poco più del 47,8 previsto ma ancora meno del livello di 50 che separa la crescita dalla contrazione. L’indice PMI britannico è riuscito a tornare a 50 per la prima volta da maggio ma la notizia è stata eclissata dalle tensioni post-Brexit.

L’indice PMI di Markit per gli Stati Uniti è atteso alle 9:45 ET (14:45 GMT), mentre l’indagine dell’Institute of Supply Management sarà pubblicata un quarto d’ora dopo.

Previsti anche i dati sulle vendite di veicoli negli USA alle 18 ET (23:00 GMT).