L’Argentina rischia il default, e il Papa in persona parla con l’Fmi

L’Argentina rischia il default, e il Papa in persona parla con l’Fmi

In un incontro alla Pontificia Accademia per le Scienze sociali, a cui era presente anche la direttrice del Fmi Kristalina Georgieva, papa Francesco ha parlato dell’importanza di ridurre il debito. Un assist al Paese che deve rinegoziare 120 miliardi
Nella trattativa con il Fondo monetario internazionale per la ristrutturazione del debito l’Argentina trova il supporto di un sostenitore d’eccezione: papa Francesco. Venerdì scorso il presidente peronista Alberto Fernandez aveva fatto sapere che il pontefice argentino aveva promesso che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare il Paese, che deve rinegoziare 120 miliardi di dollari di debito, oltre ai 57 miliardi concessi lo scorso anno dal Fmi a Buenos Aires.

IL CONVEGNO
Detto fatto. L’occasione è stata un convegno, dedicato alle Nuove forme di solidarietà e ospitato dalla Pontificia Accademia delle Scienze sociali. Tra i presenti c’erano il ministro argentino dell’Economia, Martin Guzman, e la direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva.

TROVARE IL MODO DI RIDURRE IL DEBITO
E papa Francesco ha servito un assist di tutto rispetto al suo Paese d’origine: nel suo discorso, pronunciato nell’aula magna della Casina Pio IV, sede dell’Accademia, il pontefice ha detto che “non si può pretendere che i debiti contratti vengano pagati a prezzo di sacrifici intollerabili” e che in questi casi è necessario “trovare modalità per ridurre, dilazionare o estinguere il debito, compatibili con il diritto fondamentale dei popoli alla sussistenza e al progresso”.

L’ENCICLICA DI WOJTYLA
Il Papa, che ha letto un testo tratto dall’enciclica Centesimus Annus del suo predecessore Karol Wojtyla, ha precisato: “È certamente giusto il principio in base al quale i debiti vanno pagati. Ma non è lecito, d’altra parte, esigere o pretendere il pagamento quando questo dovesse imporre, di fatto, scelte politiche che possano portare alla fame e alla disperazione interi popoli”.

POLITICHE COORDINATE
Francesco, che aveva al suo fianco, molto vicini, Georgieva e Guzman, ha inoltre ricordato come questo punto sia riconosciuto tra gli Obiettivi dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, che inoltre invitano tutti i popoli ad “aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere la sostenibilità del debito a lungo termine, grazie a politiche coordinate destinate a incoraggiare il finanziamento, l’alleggerimento o la ristrutturazione del debito, oltre ad affrontare il problema ulteriore dei Paesi poveri estremamente indebitati”.

IL PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE
E anche se nel discorso del Papa non è mai stata nominata direttamente l’Argentina, le parole del pontefice sono state, come nota La Nacion, d’aiuto per il Paese. Il ministro Guzman aveva precisato, prima di prendere parte al dibattito in Vaticano, che l’Argentina non avrebbe “in nessun caso” continuato a gestire un debito insostenibile, che ha contribuito a spingere il Paese ancora di più nel baratro della recessione. Per questo mercoledì 5 febbraio il Senato ha votato una legge che dà al governo di Fernandez pieni poteri nella gestione della ristrutturazione del debito emesso in valuta straniera.