La Cina risponde a Trump: rappresaglie dopo Hong Kong e Huawei

La Cina risponde a Trump: rappresaglie dopo Hong Kong e Huawei

Di Mauro Speranza

Investing.com – Le relazioni tra Stati Uniti e Cina sembrano non calmarsi, nonostante la situazione internazionale resti difficile a causa del proseguire della crisi per il coronavirus.

Dal gigante asiatico è arrivata la risposta alla decisione degli Stati Uniti di eliminare lo statuto speciale di Hong Kong, presa nei giorni scorsi dal Presidente Donald Trump.

“I tentativi americani di ostacolare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong non avranno mai successo. Per salvaguardare i propri interessi legittimi, la Cina darà una risposta necessaria e imporrà sanzioni alle persone e alle entità statunitensi competenti”, scrivono da Pechino in un comunicato.

Inoltre, il governo cinese esorta gli Stati Uniti a “correggere i propri errori” e a interrompere le interferenze nelle questioni interne della Cina.

Trump aveva firmato la norma approvata dal Congresso Usa contenente sanzioni verso la Cina, oltre che il taglio delle relazioni commerciali con Hong Kong, ritenuta ormai non più autonoma dalla Cina, dopo che è entrata in vigore la Legge sulla sicurezza a Hong Kong con cui Pechino ha di fatto bypassato la potestà legislativa dell’ex colonia britannica e intervenendo direttamente nella vicenda della contestazione in atto da molto tempo nella regione amministrativa speciale.

Pechino aveva difeso la Legge sulla sicurezza, definendola “pienamente conforme alle disposizioni della Costituzione cinese e della Basic Law di Hong Kong” fornendo “garanzie istituzionali e legali nell’ambito dell’approccio ‘un paese, due sistemi’ oltre a proteggere la sovranità nazionale, la sicurezza e lo sviluppo”.

Huawei e l’esclusione dal 5G in UK
Anche la vicenda di Huawei (SZ:002502) ha contribuito a inasprire i rapporti tra la Cina e gli Stati Uniti, dopo che Trump aveva rivendicato la responsabilità della decisione del primo ministro britannico Boris Johnson di bandire la tecnologia del gigante cinese dalla rete 5G del Regno Unito a partire dalla fine del 2027.

Un editoriale del Global Times, quotidiano considerato l’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese, affermava che la Cina dovrà mettere in campo una rappresaglia definita “pubblica” e “dolorosa”.

“E’ necessario che la Cina contrattacchi al Gran Bretagna, altrimenti non saremmo troppo facili da bullizzare? La rappresaglia dovrebbe essere pubblica e dolorosa per il Regno Unito”, si legge nell’editoriale del precisando subito dopo, però, che “non è necessario trasformarla in uno scontro tra Cina e Gran Bretagna”.

“La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove e non ad alcuna violazione da parte di Huawei” , scriveva Huawei in una nota.

Inoltre, un tweet del Gobal Times calcolava i costi dell’esclusione di Huawei a carico della Gran Bretagna derivanti da questa decisione, in quanto “Huawei rappresenta una grossa fetta del mercato della telefonia mobile del Regno Unito”.
Da Huawei hanno lanciato un invito all’Italia, auspicando che non venga seguito l’esempio britannico nella vicenda del 5G. “Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato” spiega la nota della società.