Istat rivede Pil trim1 a -5,3% su trim, calo peggiore da ’95, pesa domanda interna

Istat rivede Pil trim1 a -5,3% su trim, calo peggiore da ’95, pesa domanda interna

ROMA (Reuters) – Istat ha rivisto al ribasso il dato congiunturale del Pil nel primo trimestre 2020 – solo parzialmente segnato dal ‘lockdown’ – portandolo a -5,3% dal preliminare di -4,7%.

Lo si legge in un comunicato diffuso oggi, nel quale l’Istituto comunica di aver tagliato anche il dato tendenziale a -5,4% dal precedente -4,8%.

Le stime preliminari erano state rese note il 30 aprile scorso.

“La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali, mai registrate dal primo trimestre del 1995”, commenta l’Istituto di statitistica, aggiungendo che “a trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera, anch’essa in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato”.

Con la lettura definitiva, il risultato dell’economia italiana nel primo trimestre – con le pesanti restrizioni imposte dal Covid che hanno avuto effetto a partire solo dal 9 marzo – si riporta al di sotto dei livelli attesi degli analisti, che vedevano una contrazione del 5,0% su trimestre e del 5,1% su anno.

Il profondo rosso registrato dal Pil in Italia è comunque in linea con quello visto in altri Paesi della zona euro sconvolti dagli effetti della pandemia, una situazione che ha spinto Bruxelles a presentare due giorni fa un piano per la ripresa da 750 miliardi di euro, due terzi dei quali a fondo perduto.

Secondo le stime contenute nel Def, il Pil della terza economia della zona euro quest’anno calerà dell’8% — rispetto al +0,6% che era l’obiettivo a settembre — a politiche invariate, quindi senza tenere conto delle misure di stimolo adottate dall’esecutivo per contrastare la crisi dovuta al virus. Il deficit/Pil è visto al 10,4%, con un debito al 155,7%, il livello più alto dalla Seconda guerra mondiale.

Il governo stimava una contrazione del Pil del 5,5% nel primo trimestre, mentre per aprile-giugno ipotizza un calo del 10,5%. L’esecutivo vede però un forte rimbalzo del Pil già nel terzo trimestre e una crescita significativa nel 2021.

Mentre si attende stamani la relazione annuale di Bankitalia, nelle sue ultime stime l’istituto centrale vede una cotrazione del Pil italiano tra il 9% e il 13% quest’anno,. L’ufficio studi Prometeia pronostica una caduta dell’8,5%. Da parte sua, la Commissione Ue all’inizio di maggio ha tagliato a -9,5% il Pil 2020.

(Valentina Consiglio, in redazione a Roma Antonella Cinelli)