Il marketing crossborder dei fondi penalizzato in Europa

Il marketing crossborder dei fondi penalizzato in Europa

FE fundinfo, provider globale di dati sui fondi e leader tecnologico del settore, rileva le difficoltà che affliggono la distribuzione e il marketing, per le differenze con cui gli stati membri applicano le direttive UE
Nonostante il ‘passaporto europeo’ garantito dalla normativa comunitaria, sembra che i gestori dei fondi continuino ad avere problemi nel marketing e nella distribuzione dovuti alle diversità con cui gli stati membri della Ue applicano le direttive sulla registrazione, distribuzione e marketing crossborder dei prodotti. In pratica, sottolinea FE fundinfo, provider globale di dati e leader tecnologico del settore, sono costretti a ‘gestire una mancanza di armonizzazione’.

REGOLE NON CHIARE, EVIDENTI INCONGRUENZE
FE fundinfo cita una recente ricerca pubblicata dal CFA Institute su come sia la MiFID II che i PRIIPs hanno modificato le regole della distribuzione dei fondi, rivelando gli ostacoli che ancora deve affrontare l’industria dei fondi nelle attività di marketing crossborder e distribuzione. Infatti, il 78% dei 527 soggetti interpellati dal report indica che permane insufficiente chiarezza nelle regole Ue sul marketing crossborder dei fondi, con quasi la metà, pari al 48% che sanciscono che le regole non sono abbastanza chiare o lo sono solo parzialmente. Quindi, nonostante il cosiddetto ‘passaporto’ europeo, sembra che i gestori facciano ancora fatica a venire a capo delle evidenti incongruenze con cui gli stati membri della Ue applicano le direttive comunitarie in materia.

TUTTO QUELLO CHE IN OLANDA È SEMPLIFICATO IN SPAGNA DIVENTA COMPLICATO
FE fundinfo fa i casi estremi di Olanda e Spagna. Nel primo, i requisiti sono piuttosto rilassati, con l’Authority olandese per i Mercati Finanziari (AFM) che non impone la nomina di soggetti locali, come agenti di pagamento, alla fabbrica di prodotti, e si limita a chiedere la traduzione della documentazione KIID, vale a dire l’informativa obbligatoria destinata agli investitori. In pratica l’Olanda offre un accesso efficiente in termini di costo con un tempo relativamente breve di accesso al mercato. In Spagna al contrario, pur essendo uno dei mercati a maggior crescita in Europa per i fondi, tutto è molto più complicato, perché il ‘passaporto’ UCITS richiede la nomina di diversi agenti locali, un distributore locale e un’entità responsabile per il pagamento della Comision Nacional del Mercado de Valores, praticamente un ‘bollo’ di Borsa. Il tutto si complica ulteriormente se sono coinvolte terze parti.

IL PARADOSSO NELLA SVIZZERA, PIÙ ARMONIZZATA ANCHE SE FUORI DALLA UE
È paradossale, fa notare FE fundinfo, che uno stato non membro della Ue, la Svizzera, notoriamente attraente per gli investimenti esteri, abbia introdotto nuove regole proprio quest’anno per armonizzare meglio la normativa locale con le regole europee della MiFID II. La Swiss Financial Market Authority dal 1 gennaio 2020 ha inoltre allentato alcuni requisiti, come la traduzione dei documenti, in modo che i produttori di fondi non debbano essere più costretti a convertire in lingua locale i prospetti, i memorandum & articoli/strumenti di incorporazione, i report finanziari e i KIID.

IN ARRIVO MODIFICHE LEGISLATIVE EUROPEE
A livello europeo sono in cantiere modifiche legislative per ridurre le barriere regolatorie alla distribuzione transfrontaliera e al marketing dei fondi, con la Direttiva 2019/1160 e la Regolamentazione 2019/1156, che dovranno entrare in vigore dal 2 agosto 2021. Si tratta di modifiche attese e benvenute, dal momento che il vecchio adagio secondo cui devi ‘conoscere il cliente’ resta valido nel marketing e nella distribuzione, specialmente in territori ancora inesplorati.

IL RUOLO FONDAMENTALE DELL’INTELLIGENCE DEL MERCATO LOCALE
Per la strategia e la pianificazione della distribuzione di fondi globali, l’intelligence locale resta comunque fondamentale. Il servizio di Global Funds Registration offerto da FE fundinfo è proprio diretto a garantire ai gestori quella conoscenza del mercato locale che appare indispensabile per un marketing e una distribuzione di successo, in Europa e non solo, accompagnata da servizi di advisory e consulenza e da una vasta gamma di servizi, per gestire la registrazione e il mantenimento sul mercato dei prodotti.