Il lusso tira il fiato ma Kering lancia l’allarme per il coronavirus

Il lusso tira il fiato ma Kering lancia l’allarme per il coronavirus

Di Mauro Speranza

Investing.com – In mezzo alla tempesta del coronavirus, navigano a vista i titoli del lusso, particolarmente sensibili alle notizie che arrivano dalla Cina, considerando, ad esempio, che società quali Moncler (MI:MONC), Ferragamo (MI:SFER) e Tod’s hanno un fatturato in area cinese che supera il 20%.

Tra i titoli migliori del settore troviamo Tod’s (MI:TOD) che guadagna oltre il 3%, cercando così un recupero dopo un mese di gennaio in cui ha segnato un calo dell’11% facendo virare in positivo la performance di febbraio.

Tra gli altri titoli si segnalano acquisti su Brunello Cucinelli (MI:BCU), Salvatore Ferragamo (MI:SFER), Swatch (SIX:UHR), Hugo Boss (DE:BOSSn), tutte con performance superiori al +1%, mentre proseguono positive anche Richemont SA (SIX:CFR), e LVMH Louis Vuitton (PA:LVMH).

Resta in difficoltà Moncler (MI:MONC), dopo il crollo di ieri (-2,72%), causato non tanto dai risultati annuali diffusi nel corso della giornata, ma dalle negative prospettive segnalate dal gruppo a causa delle difficoltà riscontrate dall’attività in Cina per colpa del coronavirus.

Proprio sulle conseguenze del virus si è soffermata Kering (PA:PRTP) a margine della diffusione dei dati sul quarto trimestre, conclusosi con una crescita del 13% dei ricavi, arrivando a 4,36 miliardi di euro.

A Parigi il titolo Kering (PA:PRTP) resta positivo con una crescita delle sue azioni pari all’1,80%, scambiate a 573 euro.

Il gruppo con sede a Parigi e proprietaria di Gucci, però, ha avvertito sull’impatto del coronavirus sul “trend dei consumi e dei flussi turistici, con possibili effetti sulla crescita economica”.

Il direttore finanziario del gruppo, Jean-Marc Duplaix, si è comunque detto “fiducioso sulle potenzialità di crescita di medio e lungo termine nonostante l’attuale incertezza”.

Intanto, il coronavirus ha spinto S&P Global a tagliare le stime per il Pil globale. In un report, gli esperti dell’istituto hanno sottolineato “la velocità e la diffusione del nuovo coronavirus negli ultimi due mesi” che “rappresentano un rischio per l’economia globale e il credito” e il conseguente rallentamento della Cina, le cui previsioni sul Pil sono state ridotte dal 5,7 al 5%, impatterà per lo 0,3% sul prodotto interno lordo globale nel 2020.