Il coronavirus sta cambiando i rapporti tra le potenze economiche globali

Il coronavirus sta cambiando i rapporti tra le potenze economiche globali

Pictet AM vede l’Asia a traino cinese in vantaggio sugli Usa nella partita per il riassetto degli equilibri globali, ma l’Europa non si rassegna a stare a guardare
Il virus ha trasformato in un paio di mesi lo scenario atteso di una crescita globale robusta in un rallentamento globale, da cui sembra uscire vincitore il continente asiatico a traino cinese, nonostante proprio da lì sia partito tutto e nonostante i rischi, finora contenuti, di una nuova ondata di contagi originata proprio a Pechino. Lo scenario che si delinea è un divario della crescita tra i Paesi sviluppati, vale a dire soprattutto Usa e Europa, e quelli orientali, un trend in atto da anni che ha portato molti a definire il primo tratto del terzo millennio come “secolo asiatico”, dopo un 1800 europeo e un 1900 americano, che il contagio sembra aver accelerato. Sull’Asia cresce la sfera di influenza politica ed economica della Cina, anche se sta montando in diverse parti del mondo un certo atteggiamento anti-cinese, come mostrano le continue proteste di Hong Kong o il recente scontro al confine tra India e Cina.

ELEZIONI USA MOLTO CONTESE, TRUMP RISCHIA
In un commento dedicato ai nuovi scenari geopolitici globali post-virus, Andrea Delitala, a capo di Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, entrambi di Pictet Asset Management, rilevano che invece gli Stati Uniti sono alle prese con un mix di problematiche che potrebbe risultare fatale per le ambizioni di rielezione del presidente Trump, con la risposta giudicati da molti inadeguata all’emergenza sanitaria e l’ondata di violente proteste che fa pensare ad una vera e propria pandemia sociale. Il risultato secondo i due esperti di Pictet sarà un’elezione fortemente contesa con il candidato democratico Joe Biden in vantaggio nei sondaggi.

UN CAMBIO ALLA CASA BIANCA NON VUOL DIRE CAMBIO DI POLITICHE
Ma dal punto di vista geopolitico, un cambio alla Casa Bianca non dovrebbe portare ad un dietro-front nella campagna per riportare economia e lavoro negli Usa, in uno spirito di autarchia e una volontà di accorciare le filiere produttive in linea con il trend generale verso un mondo ancora fortemente globalizzato, ma con spinte significative verso l’integrazione su base macro-regionale: Nord America, Europa, Asia. In quest’ottica Pictet AM legge la “forza centripeta” scaturita in Europa nelle ultime settimane, con l’abbandono in poco tempo degli storici simboli dell’austerità e l’incamminamento impensabile fino a pochi mesi fa verso una maggiore unità.

DOPO IL VIRUS LA UE SI GIOCA LA CARTA DELLA NUOVA UNITÀ
Anche questa rivoluzione della “nuova Europa” sembra un effetto del virus e del blocco che ha generato, al quale il Recovery Fund o meglio la Next Generation EU costituiscono la principale risposta. Le trattative sui dettagli si prospettano lunghe e complesse, e verosimilmente occorrerà attendere il 2021 prima che le risorse previste vengano effettivamente erogate. Intanto però per l’Italia resta percorribile la strada del MES, mentre l’insieme delle misure fiscali e monetarie fa sì che il fabbisogno finanziario italiano nei prossimi anni possa essere in gran parte soddisfatto, come anche per gli altri Paesi dell’Unione più duramente colpiti dal virus.

VERSO UN CONFRONTO A DUE MA L’EUROPA CERCA IL SUO SPAZIO
In conclusione, i due esperti di Pictet AM vedono la partita per il dominio del mondo delinearsi sempre più come un confronto bipolare, con Stati Uniti e Cina a contendersi il controllo di sfere di influenza sempre più vaste. Ma aggiungono che in questo contesto, l’Europa non sembra voler recitare un ruolo da spettatore passivo, ma anzi cerca di farsi trovare pronta attraverso una sempre maggiore integrazione.