I mercati continuano ad anticipare una recessione

I mercati continuano ad anticipare una recessione

Secondo gli esperti di Euromobiliare l’andamento dell’azionario e dell’obbligazionario globali continua a puntare a un deterioramento dell’economia nonostante gli stimoli monetari e fiscali
Dopo aver vissuto una delle peggiori settimane dal crash di Wall Street del 1987, con esplosione della volatilità su tutte le principali assetclass, i mercati azionari stanno mettendo ora in scena l’ennesima prova di resilienza, con l’incertezza sugli sviluppi del coronavirus e sul suo impatto sulle economie che continua a incombere. Nei cinque giorni chiusi venerdì 13 marzo, l’indice azionario globale ha accumulato un calo dell’11,5%, portando il totale delle perdite da inizio anno quasi al 20%, in un alternarsi schizofrenico di sedute in forte rialzo e ribasso che è culminato nel drammatico sell-off di giovedì 12 marzo.

UNA PESSIMA SETTIMANA PER TUTTI I SEGMENTI DEL MERCATO OBBLIGAZIONARIO
È stata una settimana orribile anche per il mondo a spread, che ha visto in territorio negativo tutti i principali indici, dai bond investment grade a quelli high yield passando per il debito emergente, con perdite che sono andate dal 3% al 10%. I differenziali di credito sono raddoppiati nell’ultimo mese e sono ormai prossimi ai massimi del 2016. Non hanno fatto eccezione i governativi periferici dell’area euro che hanno continuano ad allargare i differenziali di rendimento rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi.

LA CURVA AMERICANA DEI TASSI SI IRRIPIDISCE CON UNA DINAMICA CHE DI SOLITO ANTICIPA UNA RECESSIONE
Ma secondo gli esperti di Euromobiliare Sgr, la maggior sorpresa negativa della settimana da incubo è arrivata però dai governativi core, i cui indici hanno registrato perdite a fronte di rendimenti in aumento sulle scadenze lunghe. Il tasso del Treasury decennale, dopo aver toccato un minimo a 0,34%, è risalito rapidamente verso l’1%, determinando una tendenza della curva americana all’irripidimento, con una dinamica che di norma si osserva nelle fasi che precedono una recessione.

DIVENTA PIÙ PRESSANTE PER LE BANCHE CENTRALI MANTENERE AMPIA LIQUIDITÀ
Da segnalare anche che l’Italia è stata la maglia nera della settimana, complice la diffusione del Covid-19 e le infelici dichiarazioni della presidente Lagarde, con pesanti perdite sia sul fronte azionario che obbligazionario. Dopo queste nuove forti tensioni sui mercati e a fronte dei crescenti rischi di recessione globale, secondo gli esperti di EuromobiliareSgr si è fatta più pressante per le banche centrali la necessità di mantenere ampia la liquidità e di contrastare indesiderati effetti di restrizione delle condizioni finanziarie.
BANCHE CENTRALI ALL’OFFENSIVA MENTRE LA BCE TIENE I TASSI FERMI
La Fed è andata “all-in” con un taglio di 100 punti base dei Fed Funds a 0,0%-0,25%, lo “Zero Lower Bound” raggiunto durante la crisi finanziaria del 2008, e con una riapertura “ufficiale” del quantitativeeasing senza un termine temporale per un ammontare complessivo di 700 miliardi di dollari tra titoli pubblici e mutui cartolarizzati. Ne è seguita un’altra ondata di accomodamento monetario globale, con la Cina che ha tagliato il tasso sulle riserve bancarie di 50 punti, la Norvegia che ha abbassato il costo del denaro di 0.5%, mentre BoJ e Banca centrale australiana sono intervenute sulla liquidità. La Bce invece non ha toccato i tassi ufficiali, ma ha aumentato gli acquisti di titoli di 120 miliardi di euro fino a fine anno, con altre misure per a garantire un fluido funzionamento del sistema creditizio.

I MERCATI CONTINUANO A VEDER PREVALERE I RISCHI DI RECESSIONE
E anche sul fronte fiscale finalmente ha cominciato ad emergere più di un segnale di attivismo. Gli esperti di Euromobiliare Sgr segnalano che il Congresso americano sta lavorando ad un ampio pacchetto di sostegno, mentre la Germania sembra ormai pronta a superare il tabù del deficit di bilancio e la Commissione Europea dovrebbe rimuovere i vincoli alla spesa dettati dal Patto di Stabilità. Ma l’andamento dei mercati continua a far prevalere nell’immediato i rischi di recessione.