Hong Kong spinge al limite la tensione tra USA e Cina

Hong Kong spinge al limite la tensione tra USA e Cina

Versione originale di Laura Sánchez – traduzione a cura di Investing.com

Investing.com – Le notizie che arrivano dalla Cina spargono ancora incertezze sui mercati in questa giornata, dopo il nuovo fronte finanziario aperto dagli Stati Uniti in questi giorni.

Si è tenuta a Pechino l’Assemblea nazionale del popolo e tra le altre misure all’ordine del giorno c’era la promulgazione della controversa Legge sulla sicurezza nazionale (fermata nei mesi scorsi dal coronavirus), che prevede la criminalizzazione del secessionismo, dell’eversione, dell’ingerenza straniera e del terrorismo a Hong Kong.

Con l’attuazione di questa legge, il mercato si aspetta un ritorno delle proteste che oggi avranno luogo e anche, logicamente, un peggioramento nelle relazioni USA – Cina proprio a causa dell’aumento della tensione a Hong Kong.

“A questo proposito, il sempre bellicoso Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha avvertito che legge citata potrebbe significare che gli Stati Uniti ritireranno da Hong Kong lo ‘status speciale’ che le permette di essere il principale centro finanziario dell’Asia”, sottolineano da Link Securities.

Per il momento, il gigante asiatico ha esortato gli Stati Uniti a non interferire nei loro affari interni, come ha fatto qualche mese fa.

“Gli Stati Uniti hanno minacciato di imporre pesanti sanzioni contro i politici e le banche che fanno affari dalla Cina, nel caso in cui questo Paese tirerà fuori la legge sulla sicurezza nazionale che intende imporre a Hong Kong. Va notato che questo tipo di commenti su Hong Kong e Taiwan sono particolarmente offensivi per il governo cinese”, spiega José Luis Cárpatos, CEO di Serenity Markets.

Inoltre, negli Stati Uniti è in corso di approvazione una legge che danneggia in modo significativo le società cinesi quotate a Wall Street. Ad esempio, il gigante cinese Baidu ha già minacciato di interrompere il trading sul Nasdaq. “Le autorità cinesi hanno avvertito che prenderanno dure rappresaglie se la situazione continuerà in questo modo”, conclude Cárpatos.

“È chiaro che molti Paesi occidentali, non solo gli Stati Uniti, non sono affatto soddisfatti di come la Cina abbia gestito la pandemia e della mancanza di trasparenza con cui ha denunciato e continua a denunciare la pandemia. Comprendiamo che la fiducia nel Paese è notevolmente peggiorata, anche se le dimensioni e l’attrattiva del mercato cinese per le economie sviluppate fanno sì che in molti casi, non negli Stati Uniti, i governi riservino, almeno pubblicamente, le loro opinioni su come la Cina dovrebbe agire”, chiariscono in Link Securities.

“In termini di comportamento borsistico, le tensioni tra Occidente e Cina, soprattutto tra Stati Uniti e Cina, hanno sempre avuto un impatto negativo sui mercati, come abbiamo visto negli ultimi anni con la guerra commerciale e tecnologica tra le due potenze, che pensiamo continuerà nei prossimi anni”, aggiungono questi analisti.

“Pertanto, questa recrudescenza di tensioni e nonostante il fatto che entrambi i Paesi continuino ad insistere sul rispetto degli accordi commerciali inclusi nella cosiddetta Fase 1, è molto preoccupante per gli investitori in un momento in cui ci sono ancora molti dubbi sulla capacità delle principali economie sviluppate di riprendersi dalla crisi causata dalla pandemia di coronavirus”, concludono.