Greggio in rialzo su segnali tagli produzione e ripresa domanda

Greggio in rialzo su segnali tagli produzione e ripresa domanda

LONDRA (Reuters) – I prezzi del petrolio sono in lieve rialzo sulle speranze dell’implementazione dei programmati tagli alla produzione mentre la domanda inizia a riprendersi, alimentata dal crescente numero di Paesi che stanno allentando le misure di lockdown imposte per contrastare l’epidemia di coronavirus.

Alle 12,00 ora italiana i futures sul Brent guadagnano 26 centesimi, o lo 0,75%, a 34,55 dollari al barile dopo aver in toccato in precedenza nella sessione i massimi dal 9 aprile.

I futures sul greggio Usa avanzano di 33 centesimi, o dell’1,04%, a 32,15 dollari al barile.

“I mercati stanno vedendo due forze allinearsi: i tagli alla produzione promessi dall’Opec+ si stanno materializzando e l’arresto della produzione dei Paesi non membri aiutano a limitare le eccedenze”, ha dichiarato Paola Rodriguez Masiu, analista senior del mercato petrolifero di Rystad Energy.

“Nel frattempo, le misure di lockdown vengono allentate in tutto il mondo e l’economia ha bisogno di benzina per ripartire”.

Il contratto del Wti di giugno è in scadenza oggi, ma ci sono pochi segnali che si possa ripetere lo storico crollo sotto lo zero visto lo scorso mese, alla vigilia della scadenza del contratto di maggio, grazie anche ai segnali di una crescente richiesta di greggio e benzina.

Il contratto di luglio del Wti cede 23 centesimi al barile a 31,42 dollari.

Il mercato è stato spinto in apertura dai segnali di implementazione dei tagli accordati dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e dai Paesi produttori alleati, tra cui la Russia, gruppo conosciuto come Opec+.

Tuttavia, si prevede che la ripresa della domanda globale sarà lenta poiché alcune restrizioni restano in vigore ed esiste un significativo rischio che si ripresentino focolai di Covid-19 e si rendano necessarie nuove misure di lockdown.

L’Eurasia raccomanda cautela nel consumo di petrolio, citando “una recessione globale, consumatori cauti e un successivo e potenzialmente più pericoloso picco dell’epidemia di coronavirus nei mercati emergenti quali l’Amercia Latina, l’Africa e l’Asia meridionale.”