Greggio in rialzo, Oms dichiara emergenza coronavirus ma contraria a restrizioni viaggi

Greggio in rialzo, Oms dichiara emergenza coronavirus ma contraria a restrizioni viaggi

LONDRA/SINGAPORE (Reuters) – Le quotazioni del greggio viaggiano in territorio positivo, ma sono ancora indirizzate verso la quarta settimana consecutiva in calo, con i mercati che tentano di valutare il danno economico del coronavirus che si è diffuso dalla Cina in circa 20 paesi uccidendo oltre 200 persone.

Intorno alle 12, i futures sul Brent guadagnano 17 centesimi a 58,46 dollari al barile, ma rimangono ancora in calo del 3,4% sulla settimana. Il greggio Usa avanza di 2 centesimi a 52,34 dollari al barile.

L’Oms ha dichiarato ieri l’epidemia di coronavirus un’emergenza di carattere internazionale, ma ha calmato i mercati opponendosi alle restrizioni ai viaggi.

“L’espansione migliore delle attese della Cina nel Pmi non manifatturiero di gennaio, insieme agli sforzi congiunti delle autorità per contenere l’epidemia virale, potrebbero contribuire a dissipare alcuni dei timori per l’impatto dell’epidemia sulla seconda economia più grande al mondo”, osserva Han Tan, analista di mercato di FXTM.

A sostenere i prezzi del greggio anche le indiscrezioni secondo cui l’Arabia Saudita starebbe valutando di anticipare da marzo agli inizi di febbraio il prossimo vertice in modo da affrontare l’impatto del coronavirus sulla domanda di greggio.

La società di consulenza energetica Wood Mackenzie ha abbassato la sua stima della domanda mondiale di petrolio di 500.000 barili al giorno (bpd) per il primo trimestre del 2020, secondo il consulente Yujiao Lei, affermando che la domanda di petrolio della Cina per lo stesso periodo potrebbe anche essere ridotta di oltre 250.000 bpd.

Le vacanze del Capodanno cinese dovevano terminare oggi, quando numerose aziende pianificavano di tornare a lavoro dopo una settimana di ferie, ma le autorità hanno ordinato alle imprese di molte zone di rimanere chiuse più a lungo nel tentativo di contenere il virus.