Ftse Mib torna in verde. Crollo storico manifattura e servizi in Italia

Ftse Mib torna in verde. Crollo storico manifattura e servizi in Italia

Investing.com – Recupero per il Ftse Mib dopo un’apertura di seduta caratterizzata dalle vendite, di concerto con gli altri principali indici europei. Mentre il Ftse 100 guadagna lo 0,60%, tornano intorno alla parità anche il Dax e il Cac 40, mentre resta più indietro l’Ibex 35.

Questa mattina sono stati diffusi i dati sull’attività economica delle imprese dell’eurozona relativamente al mese di aprile. L’indice terziario e manifatturiero è crollato a 13,6 punti, dai 29,7 punti di marzo, già all’ora in forte calo. Questo indice vede quota 50 punti come lo spartiacque tra la crescita e la recessione e attualmente segnala il minimo storico assoluto.

Altro dato relativo alla zona euro rilasciato oggi è quello delle Pmi, crollato a 12 punti dai 26,4 di marzo, mentre in Germania ha segnato 17,4, in Francia 11,1, in Spagna 9,2 punti. Una ecatombe causata dalle misure restrittive alle attività (lockdown) decise dai governi per cercare di limitare i contagi da Coronavirus.

Inoltre, l’indice Pmi italiano composito, calcolato da Markit e che monitora i settori manifatturieri e dei servizi, è precipitato ad aprile a 10,9 punti da 20,02 punti di marzo, rappresentando il minimo storico, così come il settore dei servizi a 9 punti da 17,4 di marzo.

Tra gli investitori aumenta l’attesa per l’esordio della Fed nel mercato degli Etf e dei junk bond, annunciato nei giorni scorsi. Si tratta di una forma ulteriore di sostegno che si aggiungerà agli interventi già stabiliti dalla Federal Reserve, in grado di far aumentare il bilancio di oltre 2 mila miliardi di dollari per dare sostegno all’economia rallentata dal coronavirus. Sempre dagli Stati Uniti, alle 14:15 ora italiana è previsto il dato sull’occupazione non agricola di aprile, prevista in forte calo.

La situazione a Piazza Affari
A Milano, intanto, il recupero del principale indice italiano vede Amplifon (MI:AMPF) protagonista con un +3,70%, seguita da Leonardo (MI:LDOF) e Mediobanca (MI:MDBI), entrambe in crescita del 2%. Positive anche Pirelli (MI:PIRC), Unipol (MI:UNPI), Telecom Italia (MI:TLIT) e Campari (MI:CPRI), in crescita dell’1%, mentre passa in verde Unicredit (MI:CRDI) dopo la debole trimestrale.

Tra i negativi troviamo Diasorin (MI:DIAS), Terna (MI:TRN) e Moncler (MI:MONC), in calo dell’1%, seguite da Azimut (MI:AZMT), Snam (MI:SRG), FinecoBank (MI:FBK), Italgas (MI:IG) e Exor (MI:EXOR).

In rosso anche i titoli petroliferi, nonostante il recupero del greggio che torna sopra i 25 dollari, mentre il Brent viene scambiato oltre i 31 dollari al barile. Negative, dunque, Tenaris (MI:TENR), Saipem (MI:SPMI), Eni (MI:ENI), mentre Saras (MI:SRS) guadagna oltre l’1%.

Segno più per Generali (MI:GASI) (+0,60%) nonostante Fitch Ratings abbia tagliato il rating di Generali a BBB+ da A- con outlook stabile. Il downgrade fa seguito alla revisione al ribasso del rating sull’Italia a BBB- in quanto Fitch rimarca come la qualità di credito di Generali è legata al rating sovrano dell’Italia data l’esposizione del gruppo al debito italiano.

Il Leone di Trieste, in riferimento all’azione di Fitch ribadisce la propria solidità patrimoniale. “Si sottolinea peraltro come l’Agenzia abbia implementato uno stress test legato al presente scenario pandemico Covid-19, i cui risultati avrebbero portato alla conferma del rating di Generali”.

Dopo la trimestrale di Unicredit, a metà giornata arriveranno i numeri di Cnh Industrial (MI:CNHI), mentre quelli di Enel (MI:ENEI) e Bper (MI:EMII) sono attesi dopo la chiusura di Piazza Affari con conference call di entrambe alle ore 18.