Fca-Psa, salta il dividendo 2019Nessuno stop alla fusione

Fca-Psa, salta il dividendo 2019Nessuno stop alla fusione

Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles e il consiglio di gestione di Peugeot (Groupe Psa) hanno ciascuno deciso di non distribuire nel 2020 un dividendo ordinario sull’esercizio 2019, alla luce dell’impatto dell’attuale emergenza dovuta al Covid-19. Fca e Groupe Psa inoltre «confermano che le attività in preparazione della fusione 50/50 delle loro attività annunciata nel dicembre del 2019 procedono positivamente, compresi gli adempimenti per l’approvazione da parte delle Autorità antitrust ed altre Autorità. Ci si attende che la fusione sia completata nei tempi previsti, prima della fine del primo trimestre del 2021, subordinatamente al soddisfacimento delle closing conditions d’uso».

Psa e Fiat Chrysler hanno dunque annunciato di rinunciare al pagamento di un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro a causa della crisi del coronavirus. Annunciata alla fine di ottobre, la fusione (che dovrebbe essere finalizzata al più tardi all’inizio del 2021) dovrebbe far nascere il quarto maggior costruttore automobilistico al mondo, ospitando sotto lo stesso tetto marchi emblematici come Peugeot, Citroen, Jeep, Alfa Romeo e Maserati. L’operazione approvata dai due partner a dicembre ha previsto la distribuzione di un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro ai rispettivi azionisti per il 2019. Tuttavia, la cancellazione del dividendo non mette in discussione le nozze annunciate, assicurano i due gruppi nella nota congiunta. Molte aziende hanno annunciato nelle ultime settimane una forte riduzione o la cancellazione dei loro dividendi al fine di preservare liquidità nel contesto della devastante crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19. I due gruppi, tuttavia, non hanno fatto commenti sul dividendo eccezionale che ciascuno ha pianificato di pagare, sempre in base all’accordo di fusione. Fca dovrebbe distribuire un dividendo eccezionale di 5,5 miliardi di euro, mentre Psa deve pagare ai suoi azionisti la sua quota del 46% nel capitale del produttore francese di apparecchiature per auto Faurecia.