Facebook, conti buoni ma i costi crescono. E Wall Street lo punisce

Facebook, conti buoni ma i costi crescono. E Wall Street lo punisce

Il social network più famoso al mondo licenzia un quarto trimestre migliore delle attese, ma i costi continuano a crescere e il titolo precipita nelle contrattazioni after hours
La crescita dei ricavi non basta: nonostante conti migliori del previsto, il titolo Facebook è crollato nelle contrattazioni after hours a Wall Street. Il social media più popolare al mondo ha fatto registrare nell’ultimo trimestre del 2019 entrate superiori alle attese per 21,08 miliardi di dollari.

L’AUMENTO PIÙ BASSO DI SEMPRE
Si tratta di un primato per Facebook, anche se è l’incremento più basso di sempre, meno del 25% anno su anno. Quello appena trascorso è stato il quarto trimestre di seguito che l’incremento delle entrate per Mark Zuckerberg è risultato inferiore al 30%.

COSTI IN CRESCITA
In più, Menlo Park ha registrato una forte crescita dei costi, saliti del 34% a 12,2 miliardi di dollari nel trimestre. Come ha spiegato a Bloomberg James Cakmak, partner di Clockwise Capital, Facebook deve “fare i conti con un contesto di costi crescenti”.
INVESTITORI DELUSI
Numeri che hanno deluso gli investitori, con il titolo di Facebook che è crollato oltre il 7% nelle contrattazioni after hours a Wall Street. Non sono bastate le parole del fondatore per frenare la caduta: “Un ottimo trimestre e una buona fine d’anno”, è stato il commento di Zuckerberg.

DATI POSITIVI SUGLI UTENTI
Non sono stati sufficienti nemmeno i dati positivi sugli utenti: quelli giornalieri sono aumentati a 1,66 miliardi, quelli mensili a 2,5 miliardi. Il gruppo – che controlla anche Instagram, WhatsApp e Messenger – ha anche annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie pari a 10 miliardi di dollari.

VENTI CONTRARI
Come nota il Financial Times la crescita del 25% dei ricavi, pur essendo notevole, è la più bassa dal maggio del 2012, cioè da quando il social network ha debuttato in Borsa. Nello stesso trimestre del 2018, ad esempio, i ricavi erano cresciuti del 30%. E la società aveva già avvisato alcuni mesi fa del rischio di un “rallentamento più pronunciato” del tasso di crescita delle entrate, citando “venti contrari e incertezze”.