Elon Musk provoca ancora: vende pantaloncini ‘short’ di Tesla

Elon Musk provoca ancora: vende pantaloncini ‘short’ di Tesla

Di Mauro Speranza

Investing.com – Il ‘vulcanico’ patron di Tesla, Elon Musk, non si stanca di provocare ‘i gufi’ che avevano definito una ‘bolla’ la sua società. L’ultima trovata di Musk ha visto Tesla mettere in vendita dei pantaloncini sul sito della compagnia automobilistica elettrica.

In inglese, infatti, la parola pantaloncini si può tradurre come ‘short’, pertanto Musk ha utilizzato un gioco di parole con chiaro riferimento agli shortisti sul titolo Tesla. Inoltre, il ‘lussuoso’ prezzo del prodotto, 6,420 dollari, è stato scelto in riferimento ai 420 dollari che quotavano le azioni Tesla quando Musk annunciò di voler ritirare da Wall Street le azioni, scatenando l’ira della SEC.

“Festeggia l’estate con i pantaloncini corti Tesla. Corri come il vento o divertiti con il nostro design rosso satinato e rifiniture dorate. Rilassati a bordo piscina o rilassati al chiuso tutto l’anno con i nostri pantaloncini corti Tesla in edizione limitata, con il nostro logo Tesla sul davanti e con “S3XY” sul retro”, scrivevano da Tesla nella descrizione del prodotto presente sul loro sito.
Non si ferma la corsa di Tesla a Wall Street
Il clima di entusiasmo su Tesla (NASDAQ:TSLA) veniva sostenuto dal rally del titolo a New York, dopo che la chiusura di giovedì aveva visto superare i 1.200 dollari. A mezz’ora dalla campanella di Wall Street, oggi le azioni della casa automobilistica guadagnano oltre il 5% nel Pre-market, lasciando presagire altre feste per i long di Tesla.

A contribuire al rally, c’è “il dato trimestrale sulle vendite, pubblicato giovedì, secondo cui la compagnia ha consegnato 90.650 auto ai clienti nei tre mesi terminati a giugno, superando la stima media degli analisti di circa 83.000 unità”, spiega Haris Anwar, analista senior di Investing.com.

“Questi rialzi hanno ingrossato la valutazione di Tesla, scambiato ora a 320 volte gli utili di quest’anno stimati dagli analisti. Nella storia recente, nessuna casa automobilistica ha raggiunto valutazioni tanto alte come quelle della Tesla di Elon Musk”, sottolinea Anwar.

“Tuttavia, un anno fa, Tesla era in crisi profonda. Stava bruciando denaro, il rendimento dei suoi bond schizzava e la sua strategia di vendita era allo sbaraglio. Al marzo 2019, la casa automobilistica aveva solo 2,2 miliardi di dollari di liquidità rispetto agli oltre 8 miliardi attuali”, aggiunge l’esperto.

La fiducia su Tesla è arrivata quando gli investitori hanno iniziato a capire che i rivali della compagnia avranno difficoltà a sfidarla nell’immediato futuro, visti vantaggi di Musk sugli altri.

Tra questi, “c’è il vantaggio della costruzione di batterie più potenti a un costo minore e più avanzate grazie al suo sistema di gestione favorito dal suo software”, spiegano da Cairn Energy Research Advisors, agenzia di consulenza specializzata in ricerche sulle batterie per veicoli elettrici.

Secondo Dan Ives di Wedbush Securities, “il recente rialzo del titolo è giustificato, data la prevista accelerazione delle vendite di veicoli elettrici nei prossimi 12-18 mesi, insieme ad altre importanti innovazioni per quanto riguarda le batterie in arrivo dalla sua fabbrica Giga 3”.

“Secondo noi, un dato di 90.000 consegne in questo contesto di serrate per il COVID è straordinario ed i tori lo cavalcheranno come potenziale svolta del paradigma in futuro”, scriveva Ives in una nota della settimana scorsa.

In conclusione, Anwar sottolinea che “andare short su Tesla si è dimostrata essere una scommessa sbagliata quest’anno, ma gli investitori dovrebbero notare che il titolo al momento probabilmente è prezzato alla perfezione”.

“Per questo motivo, non è una cattiva idea eliminare un po’ di rischio se si ha una partecipazione nella compagnia”, aggiunge Anwar, che avverte: “ricordate: il viaggio di Tesla fino al livello attuale non è stato un cammino in linea retta. Dal 2018, ci sono state due ondate di vendite, ciascuna delle quali ha affondato gli investitori, con il titolo crollato di circa il 50% ogni volta”.