Dollaro in salita ma rimane debole

Dollaro in salita ma rimane debole

Di Peter Nurse

Investing.com – Il dollaro sale negli scambi della mattinata europea di questo giovedì, ma resta vicino al minimo di due anni dopo che la Federal Reserve ha confermato la sua posizione cauta promettendo di supportare l’economia statunitense dai danni dovuti alla pandemia di Covid-19.

Alle 3:10 ET (07:10 GMT), l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,1% a 93,498, in ripresa dal precedente livello di 93,273, il minimo di oltre due anni.

Intanto, il cambio USD/JPY sale dello 0,3% a 105,18 e la coppia GBP/USD scende dello 0,3% a 1,2958, poco meno del massimo di 4 mesi e mezzo di ieri di 1,3006 dollari.

La coppia EUR/USD va giù dello 0,3% a 1,1753, dopo essere salita sopra 1,18 per la prima volta in due anni. La moneta unica si avvia a registrare il maggiore rialzo mensile in 10 anni, dopo essere schizzata di quasi il 5% finora questo mese.

La Federal Reserve ha concluso i suoi due giorni di vertice ieri sera, mantenendo i tassi di interesse vicino allo zero e promettendo di perseguire una politica monetaria accomodante per un lungo periodo.

La dichiarazione di politica monetaria della banca centrale inoltre ha legato la ripresa economica alla fine della crisi sanitaria del coronavirus. E questo mentre gli Stati Uniti hanno superato le 150.000 vittime per il Covid-19 ieri, con numerosi stati che hanno registrato cifre record di decessi.

L’epidemia negli USA è peggiorata da giugno, con una media di circa 65.000 nuovi casi al giorno, ponendo un freno alla ripresa dell’attività economica. E questo ha contribuito a ridurre il supporto per il biglietto verde, con gli investitori che hanno cominciato a dubitare che la crescita economica USA si riprenderà più rapidamente e meglio della maggior parte degli altri paesi.

I dati economici che saranno pubblicati nel corso della giornata dovrebbero rivelare un crollo record del 34% del prodotto interno lordo su base annua nello scorso trimestre, mentre i dati settimanali sulle richieste di disoccupazione probabilmente mostreranno che più persone hanno fatto domanda rispetto alla settimana prima.

Il Presidente della Fed Jerome “Powell ed i suoi colleghi del FOMC sono chiaramente più preoccupati per l’economia rispetto a solo un mese fa”, afferma Diane Swonk, capo economista di Grant Thornton. “Il rimbalzo dei casi di COVID ed il suo impatto sull’economia sta alimentando la loro preoccupazione. Powell è intenzionato a fare di più ma è limitato ed ha bisogno che il Congresso scenda in campo e fornisca più aiuti il prima possibile”.

Nel frattempo, Repubblicani e Democratici continuano a negoziare sulle ultime misure di stimolo per il paese, quando manca solo un giorno alla scadenza di alcune delle misure precedenti.