Dollaro giù, si riduce lo stress della liquidità

Dollaro giù, si riduce lo stress della liquidità

Di Peter Nurse

Investing.com – Il dollaro viene venduto negli scambi europei di questo venerdì mattina, in un clima di ottimismo che si diffonde sui mercati mentre le banche centrali continuano a lavorare per iniettare liquidità di dollari su tutti i mercati globali. L’espansione delle linee di swap tra la Fed e le sue controparti ha comportato una riduzione della domanda della tradizionale valuta rifugio.

Alle 04:10 ET (08:10 GMT), il cambio EUR/USD sale dello 0,8% a 1,0777. L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 102,209, giù dell’1,4%, mentre il cambio USD/JPY scende dello 0,9% a 109,73.

Ieri sera, la Federal Reserve ha reso noto che allargherà le linee di swap in valuta ad altri nove paesi, tra cui le banche centrali di Singapore, Corea del Sud, Brasile, Svezia, Australia, Nuova Zelanda, Messico, Norvegia e Danimarca.

Questa notizia arriva tra le voci di una “fase 3” del pacchetto di supporto fiscale che starebbero preparando i Repubblicani al Senato USA per un valore di circa 1,2 mila miliardi di dollari.

Una delle valute che è salita di più contro il dollaro questa mattina è la sterlina, con il cambio GBP/USD schizzato del 2,8% a 1,1812.

La Banca d’Inghilterra ieri ha tagliato i tassi ed ha aumentato il programma di acquisto di bond, affermando che incrementerà gli acquisti di bond governativi e bond societari investment grade di 200 miliardi di sterline (230 miliardi di dollari) a 645 miliardi di sterline.

La sterlina ha sofferto ultimamente, con la coppia GBP/USD che ieri è crollata al minimo dal 1985, poiché secondo molti la risposta del Regno Unito alla diffusione del coronavirus è arrivata tardi ed è insufficiente. Tuttavia, la decisione della banca centrale probabilmente permetterà al cancelliere di annunciare ulteriori misure per contribuire ad attutire il colpo.

Il vertice sui tassi della banca centrale russa nel corso della giornata sarà sotto i riflettori.

Il rublo è stato pesantemente colpito questo mese, tra il prezzo del greggio debole e la corsa al dollaro come valuta rifugio mentre il coronavirus si fa sentire sull’economia globale. Tenendo a mente questi aspetti, alcuni partecipanti dei mercati si aspettano un aumento dall’attuale tasso del 6,0% per supportare la valuta.

Tuttavia, ING spiega che mantenere i tassi invariati, piuttosto che alzarli di 25 punti base, sarebbe un inasprimento sufficiente. La banca si riferisce all’annuncio di ieri della banca centrale russa circa le vendite giornaliere di forex sul mercato aperto, relative alla vendita della sua partecipazione del 50% nella più grande banca russa, Sberbank, al Fondo di previdenza nazionale.

“La maggiore attenzione della banca centrale sul mercato forex suggerisce la minore importanza della politica dei tassi e della logica sull’obiettivo di inflazione, a questo punto”, afferma Dmitry Dolgin, analista di ING, in una nota di ricerca. “Lo consideriamo un’ulteriore conferma della nostra idea che la banca centrale russa non intende alzare il tasso di riferimento domani nelle attuali condizioni di mercato”.

Alle 03:55 ET (07:55 GMT), il cambio USD/RUB si attesta a 78,05, giù dell’1,4%, dopo l’intervento di ieri per mantenere il rublo sotto gli 80 contro il dollaro.