Dipendenti Telecom Italia arrestati per furto di dati personali

Dipendenti Telecom Italia arrestati per furto di dati personali

Di Mauro Speranza

Investing.com – Sono venti i dipendenti di Telecom Italia (MI:TLIT) sotto posti a misure cautelari emesse dal gip di Roma, tra cui 13 domiciliari e 7 obbligo, accusati di carpire illecitamente i dati sensibili dei clienti della compagnia telefonica, circa un milione e 200 mila dati trafugati all’anno.

Le accuse riguardano anche ‘intermediari’ che si occupavano di gestire il commercio illecito delle informazioni estratte dalle banche dati, oltre ad alcuni call center telefonici, incaricati di contattare i potenziali clienti e lucrare commissioni per ogni contratto stipulato, anche fino a 400 euro.

L’indagine era partita nel mese di febbraio ed “è la prima in cui viene applicata una fattispecie introdotta nel nostro ordinamento nel 2018, l’articolo 167 bis del testo unico della Privacy e che colpisce chi diffonde archivi personali procurando un danno. Le banche dati sono diventate un obiettivo molto appetibile per mettere in atto attività illecita”, spiegano il procuratore di Roma, Michele Prestipino e l’aggiunto Angelo Antonio Racanelli commentando l’operazione. Gli inquirenti hanno ringraziato “Tim, che è parte offesa, che non solo ha denunciato ma ha supportato il lavoro della Polizia Postale con le sue strutture tecniche”.

A seguito dei provvedimenti decisi dalla magistratura, Tim “ha subito proceduto con misure disciplinari nei confronti del personale coinvolto e si costituirà parte civile nel processo in quanto parte lesa», si legge in un comunicato della società.

“I fatti oggetto dell’indagine rappresentano da tempo un fenomeno grave che arreca danni significativi non solo al gruppo ma all’intero settore delle telecomunicazioni, alterando le regole della libera concorrenza”, aggiunge la nota.