Digital tax, Italia, Francia, Spagna, GB suggeriscono a Usa approccio graduale

Digital tax, Italia, Francia, Spagna, GB suggeriscono a Usa approccio graduale

PARIGI (Reuters) – Regno Unito, Francia, Italia e Spagna hanno suggerito, in una lettera congiunta inviata al segretario del Dipartimento del tesoro statunitense, un “approccio graduale” nelle trattative su una ‘digital tax’ a livello globale, che potrebbe preparare il terreno per ottenere un accordo quest’anno.

I quattro paesi hanno inviato la lettera, vista da Reuters, a Steven Mnuchin, il quale ha richiesto una sospensione delle trattative per aggiornare le norme fiscali transfrontaliere per la prima volta in una generazione. Le trattative sono organizzate dall’Ocse.

Data l’assenza di un accordo mondiale, Washington ha minacciato ritorsioni sul fronte commerciale contro i paesi europei che creeranno forme di ‘digital tax’ per incrementare i ricavi provenienti dalle attività locali di grandi aziende nel settore tech, come Alphabet, proprietaria di Google (NASDAQ:GOOGL), e Facebook (NASDAQ:FB).

“Riteniamo che un approccio graduale, inizialmente concentrato su servizi digitali automatizzati, potrebbe culminare in un accordo politico entro la fine dell’anno”, scrivono le controparti europee di Mnuchin.

“Ciò preparerebbe anche il terreno per discutere potenziali soluzioni di transizione con gli Stati Uniti, specie nel rispetto delle tasse nazionali su servizi digitali già presenti o in arrivo”, hanno aggiunto.

Alimentando i timori dell’Ocse di una nuova guerra dei dazi, Washington ha minacciato di imporre dazi doganali su champagne, borsette e altri beni di produzione francese, dopo che Parigi ha creato l’anno scorso una propria digital tax sui giganti tech.

I critici ritengono che queste aziende guadagnano enormi profitti dai mercati locali, contribuendo solo limitatamente alle finanze pubbliche. Washington invece afferma che le tasse discriminano le società statunitensi e ha aperto diverse indagini commerciali sulle accuse formulate da diversi paesi europei.

L’Ocse ha detto il mese scorso, in un aggiornamento sul progresso delle trattative, che un processo graduale potrebbe essere necessario, anche se rimane possibile una scadenza entro fine anno per l’accordo.

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