Dal settore metalli una possibile spinta verso un’economia più verde

Dal settore metalli una possibile spinta verso un’economia più verde

Vincent Compiegne e Wim Van Hyfte (Candriam) approfondiscono il ruolo dei metalli nella transizione energetica perché anche il settore minerario può fare la sua parte nella ricerca di soluzioni sostenibili
Nella sfida al cambiamento climatico, i trasporti e l’energia sono due settori chiave nella ricerca di soluzioni durature. Il settore energetico va infatti ripensato completamente con conseguenze importanti per i trasporti. L’elettrificazione, a condizione che la produzione di elettricità sia sempre più decarbonizzata, potrebbe svolgere un ruolo essenziale nel raggiungimento di una mobilità più pulita. In quant’ottica il settore minerario diventa cruciale: da un lato è un grande inquinatore con un forte impatto sull’ambiente, mentre dall’altro fornisce anche minerali che rappresentano soluzioni chiave nella transizione energetica, in particolare nei trasporti.

LO STUDIO ‘GREEN SOLUTIONS UNDER THE HOOD’
“Il settore è sotto i riflettori dei regolatori che considerano l’introduzione di norme più severe un modo efficace per ridurre l’impatto della CO2 e di altri tipi di inquinamento e spesso risulta totalmente escluso dai fondi di investimento socialmente responsabili. Tuttavia, diversi metalli sono fondamentali per ottenere un trasporto più ecologico: l’esclusione totale significherebbe scartare le tecnologie essenziali per un ambiente più pulito” puntualizzano, nel loro studio ‘Green solutions under the hood’, Vincent Compiegne, Deputy Head of ESG Investments & Research, e Wim Van Hyfte, Global Head of Responsible Investments and Research di Candriam.

NEL 2040 IL 50% DEL MERCATO SARÀ DI VEICOLI ELETTRICI
D’altra parte, la strada per un trasporto elettrico alimentato solo da energia rinnovabile è lunga: basti pensare che attualmente i veicoli elettrici rappresentano solo lo 0,2% di tutti quelli in circolazione mentre si stima che possano raggiungere il 50% entro il 2040. Per ridurre le emissioni, soddisfare gli standard normativi più severi ed evitare multe potenzialmente pesanti, le case automobilistiche dispongono di diverse soluzioni a cominciare dai materiali per ridurre il peso del veicolo. L’acciaio e l’alluminio ad alta resistenza sono i materiali di punta di questa rivoluzione e la loro domanda non scomparirà con l’adozione di massa di veicoli elettrici.

LO SCANDALO DISIELGATE
In parallelo lo scandalo Dieselgate, che ha riguardato Volkswagen, oltre ad aver messo in luce altre forme di inquinamento altamente pericolose per la salute (gli ossidi di azoto – Nox, ed i composti organici volatili – COV), ha fatto emergere la necessità di un inasprimento delle regole, che col tempo favorirà la domanda di platinoidi per convertitori catalitici. “Il futuro dei platinoidi rimane tuttavia incerto. Oggi sono utilizzati esclusivamente nei motori a combustione interna e saranno sostituiti quando il settore automobilistico diventerà completamente elettrico”, fanno presente Compiegne e Van Hyfte.

BATTERIE AL LITIO, LA FUNZIONE DI NICHEL E COBALTO
L’adozione di massa del trasporto elettrico richiede una riduzione del costo delle batterie (la parte più costosa di un veicolo elettrico, nonostante il prezzo sia sceso di due terzi dal 2010) nonché un miglioramento dell’autonomia da una singola carica (la massima durata di oggi è di circa 500 km). Sebbene i prezzi dei veicoli elettrici e di combustione interna dovrebbero convergere nel prossimo futuro, ci sono anche altri fattori da considerare. La densità energetica è essenziale per migliorare l’autonomia del veicolo e i problemi relativi alla stabilità della batteria devono essere risolti per evitare il rischio di esplosione. Le batterie al litio sono fondamentali per questa rivoluzione dei trasporti. Il nichel utilizzato nel catodo è particolarmente apprezzato per la sua capacità di aumentare la densità di energia, così come il cobalto per il suo ruolo nel stabilizzare la batteria ed evitare il rischio di esplosione.

ANCHE IL SETTORE MINERARIO PUÒ FARE LA SUA PARTE
“Senza minimizzare gli effetti dannosi sull’ambiente e sulle popolazioni che possono derivare dall’estrazione cieca dei minerali necessari per la produzione di questi metalli, si può dimostrare come la semplice esclusione di un settore possa limitare le opportunità legate alla transizione energetica. Uno sguardo più attento evidenzia che anche il settore minerario può fare la sua parte nella ricerca di soluzioni per un’economia più verde e più duratura”, concludono Compiegne e Van Hyfte.