Comprare una pizza con BTC? A Napoli è ora possibile!

Comprare una pizza con BTC? A Napoli è ora possibile!

Grazie a una collaborazione con l’Associazione Napoli Blockchain, la pizzeria “Pizze D’Autore Maestro Pizzaiolo Gigi Sorbillo” accetterà pagamenti in BTC
La popolarità delle criptovalute continua ad aumentare in tutto il mondo, e l’Italia non è da meno: a Napoli, la pizzeria “Pizze D’Autore Maestro Pizzaiolo Gigi Sorbillo” ha iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin!

In occasione del Bitcoin Pizza Day, la redazione di Cointelegraph ha intervistato il Gruppo direttivo dell’Associazione Napoli Blockchain, che gestisce il progetto open-source POS Napay, per ottenere maggiori informazioni su questa iniziativa potenzialmente rivoluzionaria.

COINTELEGRAPH: “Gigi Sorbillo accetta Bitcoin per le sue pizze d’autore”: come è nata questa iniziativa?

NAPOLI BLOCKCHAIN: Abbiamo conosciuto il proprietario della pizzeria Pizze D’Autore Maestro Pizzaiolo Gigi Sorbillo, situata nel borgo Santa Lucia, a gennaio, durante la prima riunione del 2020 dell’Associazione Napoli Blockchain. Dopo una bella pizza e una chiacchierata, si è mostrato entusiasta della tecnologia al punto da voler installare il nostro POS Napay all’interno del suo locale.

COINTELEGRAPH: Grazie al POS Napay, da voi realizzato su richiesta del Comune di Napoli, le persone possono utilizzare BTC per pagare le proprie pizze. Potete dirci di più sul suo funzionamento?

NAPOLI BLOCKCHAIN: Il POS Napay è un progetto open-source basato sul già testato progetto BTCPay Server che noi utilizziamo come backend, a cui abbiamo aggiunto una dashboard per il negoziante nonché reso la fase di pagamento basata sulla lettura di un codice QR più affine ai nostri scopi. Inoltre, tutto è in lingua italiana.

In breve, il POS Napay è uno strumento dedicato a tutte le attività commerciali, attraverso cui viene fornita la possibilità di accettare pagamenti sia in Bitcoin che nell’ormai prossimo token di sconto del Comune di Napoli (TTS) basato su Ethereum, che almeno nelle prime fasi sarà privata per ovvie ragioni. Per la fruizione e lo scambio del token TTS è stata sviluppata l’app del cittadino, che si integra col POS Napay e permette di spendere i token come buoni sconto presso gli esercizi commerciali.

COINTELEGRAPH: Una delle pizzerie più famose di Napoli accetta Bitcoin, come ha reagito la città partenopea?

NAPOLI BLOCKCHAIN: È sicuramente ancora presto per stabilire se i pagamenti in Bitcoin abbiano avuto un impatto rilevante su una città con una popolazione di 3 milioni di abitanti (incluso l’hinterland). Siamo comunque fiduciosi che con la ripresa delle attività e con l’aiuto del Comune riusciremo a raggiungere un numero ancora maggiore di attività commerciali e cittadini interessati a Bitcoin e alle criptomonete, in modo da creare un ecosistema all’interno del quale sia possibile spendere le proprie crypto.

COINTELEGRAPH: Quale saranno le sfide che Bitcoin dovrà affrontare quando sempre più persone si avvicineranno al settore?

NAPOLI BLOCKCHAIN: In primo luogo la scalabilità: più persone che lo utilizzano equivale ad avere più transazioni, che pensiamo sia impossibile far passare tutte per la blockchain principale. Fortunatamente questo problema è stato in parte risolto con Lightning Network, che abbiamo già integrato in Napay. È attualmente in fase di test.

Altro punto fondamentale è l’usabilità: attualmente non esistono tantissimi strumenti user-friendly che permettono di ‘usare’ Bitcoin, soprattutto a chi è completamente a digiuno di questa tecnologia. Noi stiamo provando a fare qualcosa per rendere la nostra applicazione quanto più facile possibile da usare. Attualmente utilizziamo piattaforme di nostra proprietà oppure fornite da enti e risorse che hanno voluto darci una mano (tutto senza scopo di lucro), e siamo in cerca di altri volontari interessati alla causa che portiamo avanti. In ultimo, per ottenere la diffusione di massa di Bitcoin, è sicuramente necessario garantire un certo livello di privacy delle transazioni.

COINTELEGRAPH: La pizza è una dei cibi più amati in tutto il mondo e poter pagare la propria pizza in BTC è il sogno di ogni Bitcoiner. A tal proposito, quali sono stati i problemi riscontrati nel fare business con Bitcoin in Italia?

NAPOLI BLOCKCHAIN: Ci teniamo fortemente a sottolineare che noi non facciamo business. Siamo un’associazione no-profit dedita alla divulgazione e alla realizzazione di soluzioni open-source. L’idea di fornire i commercianti interessati di un sistema per pagare in Bitcoin (a cui farà seguito anche il token di sconto) è partita ed è ancora guidata dal Comune di Napoli. Noi accettiamo solo donazioni e l’eventuale quota di iscrizione all’Associazione da parte dei commercianti per sostenere le spese associative (e i server!).

COINTELEGRAPH: Napoli guarda al Bitcoin come metodo di pagamento: quali saranno, secondo voi, gli sviluppi futuri e gli ostacoli che Bitcoin troverà nel suo percorso di mass adoption?

NAPOLI BLOCKCHAIN: In generale, come detto prima, l’usabilità è fondamentale. Probabilmente, a livello mondiale, la situazione economica giocherà un ruolo importante per il mondo crypto. Per quanto riguarda Napoli, tutto dipende dalla nostra capacità di fare rete. Se assieme al Comune riusciremo a coinvolgere ed entusiasmare un numero sempre più alto di commercianti, associazioni di categoria, cittadini e semplici appassionati, convincendoli ad adottare Bitcoin come metodo di pagamento… il resto verrà da sé.

COINTELEGRAPH: Uno degli obiettivi è quello far diventare Napoli la “Capitale” italiana delle crypto. A tal proposito, come procedono lo sviluppo del wallet, Bolt, destinato all’uso da parte dei cittadini per ricevere ed inviare i token TTS?

NAPOLI BLOCKCHAIN: Questo è un progetto a cui teniamo molto. Il wallet permette già di inviare e ricevere token di sconto TTS (nome provvisorio), ma offrirà anche la possibilità anche di scambiare Bitcoin e in un prossimo futuro altre criptovalute. Stiamo attendendo la fine della pandemia per poter iniziare a coinvolgere i commercianti anche riguardo a questo importante progetto per la città. Ovviamente inizieremo dai commercianti che ci hanno già conosciuti per i pagamenti in Bitcoin ma non solo: chiunque abbia un’attività commerciale, ma anche i comuni cittadini, può contattarci per saperne di più. I nostri riferimenti si possono trovare sul sito ufficiale dell’organizzazione.

Si conclude così la nostra intervista con il Gruppo direttivo dell’Associazione Napoli Blockchain. Non è la prima volta che il piatto più famoso della tradizione napoletana incontra il mondo delle criptovalute. Già nell’estate del 2019, durante il Napoli Pizza Village, l’Associazione Napoli Blockchain ha dato la possibilità ai clienti di comprare i menù con pagamenti in Bitcoin. Sempre nel 2019 Cointelegraph ha intervistato Felice Balsamo, coordinatore per il Comune di Napoli del progetto Napoli Blockchain, al fine di comprendere i traguardi raggiunti e gli sviluppi futuri del progetto.