Borse, non bastano i positivi dati sulla fiducia tedesca sull’economia

Borse, non bastano i positivi dati sulla fiducia tedesca sull’economia

Investing.com – Non arriva la scossa positiva sulle borse europee nonostante i dati positivi arrivati oggi dalla Germania.

I principali indici europei, infatti, aumentano le vendite, guidati proprio dal tedesco Dax (-1,80%), mentre seguono sulla stessa scia il Ftse 100 (-1,70%), il Cac 40 (-1,60%), l’Ibex 35 (-1,52%) e il Ftse Mib (-1%).

Vendite anche sull’euro nei confronti sul dollaro. La coppia EUR/USD scambia a 1,1292, in leggero calo rispetto ad inizio mattinata.

L’indice IFO sulla fiducia delle aziende in Germania per il mese di giugno è salito a 86,2 punti, dato migliore sia rispetto al precedente (79,7), sia delle previsioni (85). I numeri comunicati oggi superano seppur di poco i livelli di marzo, prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria.

Bene anche le aspettative di business tedesco (91,4 rispetto al precedente 80,5), mentre aumenta la valutazione dell’attuale situazione tedesca (81,3) ma meno delle attese (84).

La paura per il ritorno del coronavirus
Resta, dunque, la preoccupazione per la diffusione del coronavirus, soprattutto negli Stati Uniti, dove il governatore del Texas ha invitato i cittadini a restare a casa.

Inoltre, ieri il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha fatto sapere che l’amministrazione Trump sta prendendo “seriamente” in considerazione l’ipotesi di varare un nuovo pacchetto di stimoli fiscali da approvare a luglio.

Anthony Fauci, responsabile statunitense dello sforzo pandemico, ha definito l’aumento dei casi come “inquietante”.

Come spiegano in Link Securities, “il numero di casi di coronavirus continua a crescere in modo incontrollato in molti Stati Uniti, in America Latina e in alcuni paesi asiatici come l’India, minacciando di rallentare il processo di riapertura in alcuni paesi e portando addirittura alla possibilità che alcuni governi scelgano di fare marcia indietro e di attuare nuovamente misure come il confinamento, che a questo punto avrebbe un alto costo economico e sociale”.

Infatti, il Comitato di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) sottolinea la sua percezione della futura ripresa dell’economia, che rimane incerta. “Alcuni membri hanno parlato di un possibile rallentamento della ripresa dopo aver riconosciuto che l’impatto negativo di Covid-19 continuerà ad esistere se non si troveranno vaccini o farmaci efficaci per combatterlo”, sottolineano in Link Securities.

In Europa, Portogallo e Germania hanno ristabilito le restrizioni a fronte del ritorno del virus, che si sta verificando anche in Corea del Sud, in Iran, in alcuni territori degli Stati Uniti o in Spagna. Il timore di un ritorno ai mercati è diffuso, per il quale un’altra chiusura dell’economia – la riapertura era già scontata – sarebbe fatale.