Borsa Tokyo in ribasso su rinnovati timori coronavirus, crolla Nissan

Borsa Tokyo in ribasso su rinnovati timori coronavirus, crolla Nissan

TOKYO (Reuters) – L’azionario giapponese chiude la sessione odierna in ribasso, con i rinnovati timori sull’epidemia di coronavirus in Cina che pesano sui titoli legati all’esportazione e sostengono la domanda di yen, tradizionale asset rifugio.

Il Nikkei termina in calo dello 0,6% a 23.687,59, punti, perdendo lo 0,5% su base settimanale dopo la performance positiva della scorsa.

Il più ampio indice Topix cede lo 0,6% a 1.702,87 punti.

Nel suo ultimo aggiornamento, la commissione sanitaria della provincia cinese dello Hubei ha annunciato 116 decessi e 4.823 nuovi casi di contagio del virus apparso per la prima volta a dicembre a Wuhan, capitale della provincia.

Il Giappone, che ieri ha confermato la prima vittima di coronavirus, è uno dei più colpiti tra oltre una ventina di paesi e territori al di fuori della Cina continentale che hanno visto centinaia di casi di infezioni.

“Per il momento gli investitori eviteranno sicuramente l’Asia e trasferiranno fondi negli Stati Uniti, geograficamente i più lontani dalla regione” spiega Norihiro Fujito, strategist per Mitsubishi UFJ Morgan Stanley (NYSE:MS) Securities..

Tutti tranne sei dei 33 sottoindici settoriali della Borsa di Tokyo hanno chiuso in ribasso, con il ferro e l’acciaio, il trasporto terrestre e carta e cellulosa a registrare le perfomance peggiori.

Nissan è crollata del 9,6% ai minimi degli ultimi 10 anni e mezzo dopo aver ridotto del 43% le stime sull’utile operativo annuo, danneggiato da un crollo delle vendite. Cresce così la pressione sul nuovo management per riorganizzare la società dopo la rimozione di Carlos Ghosn dall’incarico di presidente.

Toshiba ha guadagnato 2,3% dopo aver diffuso un utile ooperativo in aumento del 662% su base annua nel periodo aprile-dicembre grazie a una drastica ristrutturazione.

In controtedenza Sumco, in rialzo del 6,9%. Il produttore di wafer in silicio ha previsto un calo dell’utile operativo del 54,6% su base annua per il trimestre gennaio-marzo, paventando un inasprimento delle condizioni di domanda.