Borsa Milano debole, pesano timori virus Germania e stacco cedole, balza Interpump

Borsa Milano debole, pesano timori virus Germania e stacco cedole, balza Interpump

MILANO, 22 giugno (Reuters) – – Andamento piatto a Piazza Affari che risente anche di un fattore tecnico legato allo stacco cedola di numerose blue chip che impattano per lo 0,312% sull’indice.

Stamani avvio molto pesante con gli investitori spaventati dal nuovo focolaio di coronavirus nei mattatoi in Nord Reno-Westfalia in Germania. Ma poi a prevalere sono stati nuovamente gli acquisti, nonostante i nuovi casi dell’epidemia potrebbero mettere a rischio la ripresa delle economie.

“Stamani a preoccupare era il dato sul nuovo focolaio in Germania, ma evidentemente, dopo un primo sbandamento, i mercati hanno voglia di continuare a salire”, osserva un trader.

Lo spread di rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi torna a stringere intorno ai 174 punti base, così come sul fronte delle materie prime il greggio si mantiene stabile sopra i 42 dollari, frenato dai timori di un aumento di casi di coronavirus in tutto il mondo che potrebbe rallentare la ripresa della domanda di carburante

Poco mosse le banche, settore al centro di una intensa volatilità in questa fase di mercato. Le big Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e Unicredit (MI:CRDI) si muovono in frazionale calo dopo un avvio piuttosto pesante. Debole anche Mediobanca (MI:MDBI). Stabile Mps (MI:BMPS)(+0,2%), mentre sono in profondo rosso sia Bper (MI:EMII) (-2,5%), che da oggi esce dall’indice delle blue chip, sia Ubi (MI:UBI) (-1,4%) in attesa che Consob approvi il documento di offerta per l’Ops di Intesa.

Forte balzo per Interpump (MI:ITPG) (+5,6%) che festeggia l’ingresso nel FTSE Mib insieme a Inwit (+2,4%). Venduta, invece, Ferragamo (MI:SFER)(-1,4%) che lascia il principale indice di Borsa Italiana.

Dopo il debutto boom di venerdì scorso, oggi andamento più tranquillo per Gvs, l’azienda bolognese attiva nella fornitura di soluzioni di filtrazione e di mascherine industriali. Il titolo sale dello 0,9% dopo avere toccato un nuovo massimo storico a 10,62 euro rispetto al prezzo di Ipo di 8,15 euro.

Ripiega il comparto oil. Eni (MI:ENI) cede lo 0,9%, Saipem (MI:SPMI) l’1,7%.

Raccolta Fca (MI:FCHA) con un rialzo che sfiora il 2% in attesa a brevissimo dell’annuncio del via libera governativo al prestito garantito da 6,3 miliardi.

Denaro anche su Tim (MI:TLIT) in crescita dello 0,7%, bene anche Poste Italiane (MI:PST) in aumento del 2,4% nel giorno in cui ha staccato il dividendo.

Trascurata Atlantia (MI:ATL) (-0,6%) in attesa di capire come evolverà il contenzioso con il governo sulle concessioni autostradali, che dovrebbe trovare una conclusione entro fine giugno. Fa peggio Autogrill in flessione dell’1,3%.

Fra le utility, bene Iren (MI:IREE) che balza dell’1,5% dopo che si è aggiudicata la gara per l’acquisizione di Unieco, società attiva nel settore waste ed operativa in Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Puglia con un’offerta pari a 90 milioni di euro.

“Ci attendevamo un contributo positivo da acquisizioni pari a 11 milioni di euro nel 2021, che vengono quindi superati dall’operazione attuale e in anticipo di 1 anno rispetto alle nostre stime”, scrive Equita nel daily.

Giù, invece, A2A (MI:A2) in flessione dell’1%. La multiutility lombarda concorreva anche lei per Unieco, mentre anche sul fronte Aim Vicenza-Agsm Verona, lo scorso venerdì sono state ammesse le offerte delle rivali Iren, Hera (MI:HRA) e dal tandem Alperia-Dolomiti Energia.

Giù anche oggi Safilo (MI:SFLG) in calo dell’1,4% circa dopo lo stop con la casa di moda Max Mara al contratto di licenza per le collezioni da sole e da vista, che nel 2019 ha generato il 2% delle vendite di Safilo.

Fra i minori strappa Esprinet(+5,7%) dopo l’annuncio di aver siglato un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% Gti Software y Networking.