BlackRock-iShares: Etf efficienti e utili durante le turbolenze

BlackRock-iShares: Etf efficienti e utili durante le turbolenze

BlackRock spiega perché la negoziazione di Etf si è confermata ordinata e ha fornito agli investitori sia liquidità sia accesso efficiente al mercato. Quattro cose da sapere sul trading europeo di Etf
In questi giorni di continue turbolenze, che hanno spinto i mercati finanziari globali in una fase ribassista, molti investitori hanno utilizzato la negoziazione di exchange traded fund, gli Etf, per allocare capitale, adeguare le posizioni e gestire il rischio. Nonostante le difficoltà del mercato, la negoziazione degli Etf si è confermata ordinata e ha fornito agli investitori liquidità ed accesso efficiente al mercato in un contesto di maggior necessità. Secondo BlackRock questo conferma che gli Etf risultano strumenti concepiti per gestire queste fasi di mercato e mette a fuoco con una serie di chiarimenti e spiegazioni le quattro cose “che bisogna sapere” sul mercato europeo degli Etf.

I VOLUMI RECORD DI SCAMBI EVIDENZIANO LA LIQUIDITA’ DEGLI ETF NONOSTANTE LA VOLATILITA’
In Europa, nella settimana chiusa il 13 marzo, i volumi scambiati in Etf hanno segnato il nuovo record di $120 mld rappresentando nei giorni di picco circa il 30% dei volumi totali dell’azionario, contro una media del 20% nei giorni più attivi del 2019. In diverse occasioni, l’iShares S&P 500 è stato lo strumento più liquido sull’indice newyorkese scambiando oltre $500 mln in un giorno, mentre Borsa e futures erano sospesi. Inoltre, sull’obbligazionario gli iShares Ucits hanno scambiato circa $16 miliardi per la terza settimana consecutiva, in crescita di oltre il 200% rispetto alla media settimanale del 2019. Come nelle precedenti fasi di stress di mercato, gli investitori si sono rivolti agli Etf per ridurre rischio e ottenere prezzi scambiabili, mentre i mercati obbligazionari sottostanti erano compromessi.

UN AIUTO PER STABILIRE PREZZI IN TEMPO REALE MENTRE LE QUOTAZIONI DEL SOTTOSTANTE SONO COMPROMESSE
La trasparenza del trading degli Etf si è dimostrata preziosa nei periodi di stress aiutando a stabilire prezzi in tempo reale quando le negoziazioni nel mercato sottostante sono compromesse. Un fatto diventato evidente sempre nella settimana al 13 marzo quando le obbligazioni hanno dovuto affrontare un deterioramento senza precedenti della liquidità e della qualità del mercato su scala mondiale. BlackRock sottolinea che i recenti sconti sugli Etf obbligazionari non riflettono un problema relativo alla loro struttura perché questi strumenti servono alla “pricediscovery” dei prezzi di mercato, dal momento che incorporano informazioni in tempo reale sulla qualità e l’accessibilità dei mercati sottostanti.

I TIMORI INFONDATI CHE GLI ETF POSSANO ESSERE DEI “VENDITORI OBBLIGATI”
Le preoccupazioni sul fatto che gli Etf possano diventare venditori forzati in caso di elevati volumi di rimborsi sono infondate. Blackrock infatti spiega che i rimborsi sono stati ordinati e generalmente hanno rappresentato una frazione della negoziazione complessiva che ha avuto luogo in Etf. Inoltre, il meccanismo di creazione/rimborso offre un’ulteriore opzione per eseguire i flussi sia in-kind (con la consegna fisica dei titoli sottostanti) che “in-cash. I rimborsi in-kind sono il metodo più comune con cui vengono effettuati i rimborsi, ciò significa che quando un investitore desidera riscattare le azioni dell’Etf, questo viene scambiato con un paniere di titoli invece che vendere gli stessi titoli per ottenere liquidità.
I FLUSSI DI INVESTIMENTO SUGLI ETF SONO RIMASTI MOLTO SOSTENUTI ANCHE CON IL SELL-OFF
Per quanto riguarda il sentiment degli investitori, BlackRock sottolinea che i flussi Emea non mostrano ancora alcun segno di arresto: da quando è iniziato il sell-off del mercato, i flussi sono rimasti relativamente resilienti, soprattutto se paragonati ad un contesto di afflussi molto significativi dall’inizio del quarto trimestre 2019 fino a metà del primo trimestre 2020. Dal primo ottobre al 21 febbraio si sono registrati deflussi pari solo a un quarto sui mercati emergenti, solo al 6% sull’azionario europeo e solo al 4% sull’azionario statunitense. Gli investitori statunitensi infatti hanno mostrato una maggiore propensione all’acquisto sui minimi a marzo, con la maggior parte dei nuovi flussi in ingresso verso gli Etp quotati in Usa. Nell’area Emea, nella settimana esaminata, gli investitori hanno venduto circa $ 3,9 miliardi di azionario e circa $ 2 miliardi di reddito fisso, preferendo invece aumentare l’esposizione sulle commodity.