Bitcoin: in aumento i volumi sul dark web

Bitcoin: in aumento i volumi sul dark web

Il primo trimestre del 2020 si chiude con un incremento del 65% dei volumi di bitcoin scambiati sul dark web, rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.

È quanto rivela un recente report di Crystal Blockchain, concentrato proprio sull’utilizzo di bitcoin da parte di entità che operano in darknet o tramite mixer.

In realtà si è trattato di un numero inferiori di BTC, ma di un volume maggiore nel loro controvalore in dollari americani.

Infatti, l’importo totale ricevuto dalle entità darknet è diminuito da 64.000 BTC nel primo trimestre 2019 a 47.000 BTC nel primo trimestre 2020, ed è diminuito anche l’importo totale inviato dalle entità darknet, passato da 64.000 BTC a 50.000 BTC.

Prendendo in considerazione però i volumi in USD si passa da 384 milioni di dollari 411 milioni.
Il report però spiega che la causa non è solamente da ricercarsi nell’aumento del valore di bitcoin in dollari, ma si tratta proprio di un processo di adozione di massa di bitcoin come mezzo di trasferimento di valore, grazie soprattutto a maggiore facilità ed alla crescente popolarità di bitcoin.

Inoltre, l’importo medio delle transazioni verso gli exchange si è ridotto e ciò sembra indicare una riduzione per quanto riguarda l’utilizzo per attività criminali o all’interno di darknet, a favore di servizi di anonimizzazione come i mixer.

Le crypto sul dark web
Tuttavia, anche il volume di bitcoin inviati tra entità che operano in darknet è cresciuto, ma la spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che gli utenti delle darknet potrebbero utilizzare queste transazioni per nascondere il loro flusso di bitcoin all’interno delle darknet.

Alla luce di questi dati Crystal Blockchain conclude che bitcoin continua ad essere uno strumento finanziario utilizzato da entità che operano su darknet, in particolare per la vendita online di droghe o altri beni illeciti.

È in atto una vera e propria battaglia tra gli exchange, che tentano di individuare questi bitcoin di dubbia provenienza, e gli utenti che operano su darknet e che cercano di evitare di essere riconosciuti.

In particolare, questi ultimi hanno iniziato a preferire i servizi di mixer agli exchange per il cashout.

Crystal Blockchain però rivela che, grazie ad appositi strumenti analitici, queste attività sono relativamente facili da identificare e monitorare, mentre le normative sempre più stringenti emanate dal FATF e dall’Unione Europea stanno avendo un ruolo evidente nella lotta a queste attività illecite.