Argentina, corsa contro il tempo per evitare 9° default della storia

Argentina, corsa contro il tempo per evitare 9° default della storia

Investing.com – Nono default della sua storia evitato, almeno per ora, per il debito pubblico argentino. Oggi, infatti, scadeva il ‘periodo di grazia’ concesso al governo argentino per pagare circa 500 milioni di interessi sui bond collocati presso gli investitori internazionali (67 miliardi di dollari di debito), ma da Buenos Aires hanno prorogato al 2 giugno il termine per i creditori per accettare la proposta di ristrutturazione.

In questo modo, dunque, potranno continuare le trattative tra il governo argentino e i creditori, dopo la proposta di accordo che prevedeva nuovi titoli in cambio di quelli in scadenza con la condizione di un periodo di moratoria di tre anni, un taglio del rimborso del capitale pari al 5,4% (haircut), una riduzione della cedola al 2,33% e degli interessi al 62%. Una mossa che consentirà di risparmiare circa 42 miliardi, pari al 70% circa di quanto oggi dovuto.

Questa proposta è stata subito definita “inaccettabile” dai Fondi americani, riuniti in 3 gruppi, che hanno avanzato le loro controproposte: due gruppi, uno formato dai Fondi BlackRock e Fidelity e l’altro da Monarch e Bhk Capital, hanno chiesto una riduzione della moratoria ed un sensibile taglio alla cedola, senza alcuna riduzione del capitale; un terzo gruppo formato da fondi Greylock, Gramercy e Fintech accetterebbe un taglio del capitale ed interessi e si avvicinerebbe di più a quanto proposto da Buenos Aires.

“Non abbiamo ancora idea di cosa stia pensando il governo, ed eccoci ad un giorno di distanza da un’inadempienza”, diceva ieri prima della proroga al FT una persona coinvolta nel gruppo di creditori guidati da BlackRock.

“Francamente, il governo argentino non si è impegnato praticamente con nessuno per mesi in tutto questo processo”, ha aggiunto la fonte a Ft. Ciononostante, un accordo è ancora possibile.

Il Ministro delle Finanze Martin Guzman si è mostrato ottimista sulla possibilità di giungere ad un accordo, dato il dialogo in corso da lui definito “costruttivo” per “raggiungere un accordo sostenibile” sul debito. “C’è ancora una distanza importante da coprire, ma tutte le parti sono al tavolo per cercare di trovare una soluzione”, ha così sintetizzato a Reuters Guzman.

Interviene la Banca centrale argentina
Intanto, il continuo calo del peso argentino ha spinto la Banca centrale argentina (Bcra) ha intervenire di fronte all’allarme suscitato nei mercati per un possibile fallimento della trattativa.

La Bcra, tramite la Commissione nazionale valori, ovvero la nostra Consob, ha limitato le operazioni di cambio peso-dollaro che che persone fisiche e giuridiche effettuano sui mercati attraverso la compravendita di azioni o titoli.

La coppia USD/ARS scambia attualmente a quota 68, mentre nel mercato ‘parallelo’ era arrivata a essere scambiata fino 138 pesos, contro i 70 fissati come valore ufficiale dalla stessa Bcra. Una fluttuazione che risente soprattutto del pericolo di un default.