Alluminio protagonista della rivoluzione del settore auto

Alluminio protagonista della rivoluzione del settore auto

Riciclabile senza perdere le sue qualità, l’alluminio consente risparmi energetici. Vincent Compiegne e Wim Van Hyfte di Candriam ne illustrano vantaggi e criticità
L’industria automobilistica è obbligata a rivedere la propria strategia per rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico. La ricerca è indirizzata alla progettazione di una vettura dai consumi energetici ridotti, che significa non soltanto ad alimentazione elettrica ma anche più leggera, dal momento che il peso di una batteria elettrica può arrivare fino a 500 kg. In questa ricerca del materiale ideale, l’alluminio, da tempo apprezzato nel settore aeronautico, potrebbe risultare una delle opzioni vincenti. Sono passati sei anni dal Salone dell’automobile di Detroit del 2014 quando Ford, casa automobilistica statunitense che nel 1908 ha reso l’auto un prodotto di massa tramite il suo Modello T, ha presentato il suo pick-up F-150, il primo veicolo prodotto a larga diffusione dotato di una carrozzeria realizzata al 95% in alluminio.

I COMPROVATI VANTAGGI E I PUNTI CRITICI
Ma quali sono i comprovati vantaggi e i punti critici dell’alluminio che possono spingere l’industria automobilistica a considerarlo come una soluzione concreta ai fini della riduzione del peso dei veicoli? L’analisi di Vincent Compiegne, Deputy Head of ESG Investments & Research Wim Van Hyfte, PhD Global Head of ESG Investments and Research di Candriam, consente di farsi un’idea precisa della situazione. Per esempio, sebbene risulti notevolmente più costoso rispetto all’acciaio a elevata e super-elevata resistenza (Advanced and Ultra-High Strength Steel – AHSS/UHSS), l’alluminio riduce il divario grazie al proprio potenziale di riduzione del peso. Stesso discorso anche, e soprattutto, rispetto ad altri materiali come il magnesio e la fibra di carbonio, ancora troppo costosi per consentirne lo sfruttamento su larga scala.

COME E’ POSSIBILE EVITARE GRAN PARTE DELLE EMISSIONI CO2
Per quanto riguarda poi i consumi energetici, se è vero che risultano particolarmente elevati in fase di produzione, circa di due volte superiori a quelli dell’acciaio, il vantaggio dell’alluminio è che le emissioni di CO2 generate dipendono dal tipo di elettricità utilizzata. “Nel momento in cui la produzione si basasse esclusivamente su fonti di energia rinnovabile, sarebbe possibile evitare gran parte delle emissioni di CO2”, fanno sapere Compiegne e Wim Van Hyfte.

INFINITAMENTE RICICLABILE
I due esperti illustrano poi una delle proprietà più apprezzate dell’alluminio: essere infinitamente riciclabile senza perdere le sue qualità, permettendo sostanziali risparmi energetici. “Il suo riciclaggio richiede in media un quantitativo energetico inferiore al 95% rispetto al processo di produzione. Inoltre, in Europa viene riciclato il 95% dell’alluminio delle vetture inviate alla demolizione” specificano Compiegne e Wim Van Hyfte.

LE ESIGENZE DELL’ANALISI ISR DI CANDRIAM
“In questo scenario positivo, un fattore importante ai fini della performance a lungo termine è rappresentato dalla scelta di operatori in grado di far fronte alle esigenze della nostra analisi ISR (investimenti socialmente responsabili) e che annoverano la produzione di alluminio fra gli elementi cardine del proprio” concludono Compiegne e Wim Van Hyfte. Tra i protagonisti del settore spicca Norsk Hydro, compagnia con una forte presenza nell’azionariato dello stato norvegese prevalentemente incentrata sulla produzione di alluminio, il cui processo industriale si basa prevalentemente sull’energia idraulica.